CAOS AFGHANISTAN/ “I buonisti che odiano le armi ci spieghino come resistere”

- Monica Mondo

Gli errori della guerra sono diventati evidenti dopo quel che è successo in Afghanistan. Non si può però pensare a un dialogo coi talebani

Afghanistan Burqa Lapresse1280 640x300
Donne con burqa (Lapresse)

Gli americani cattivi che fanno le guerre sono stati sconfitti. Tiè. Questo solo sembra contare, questa l’analisi di pancia che erutta dai soliti politici alla rincorsa di consensi e di intellò in crisi di astinenza televisiva. Certamente, la guerra è stata persa ed è stata fatta male. Certamente, c’erano interessi non solo umanitari a muovere gli eserciti Usa e dei suoi alleati. Ma era davvero una guerra ingiusta? 

A ripeterlo con indignazione e malcelata soddisfazione per l’umiliazione americana sono le stesse voci che hanno applaudito alla decisione di entrare in armi contro la Serbia, e al governo c’era D’Alema. Sono le stesse voci che appaltano la memoria resistenziale, scordandosi forse che nessuna Resistenza giusta sarebbe mai nata senza la guerra giusta delle forze angloamericane contro le truppe nazifasciste.

Possiamo impunemente allargare le braccia davanti alla tragedia di un popolo? Nessuno era disposto a morire per Danzica, figurarsi per l’Afghanistan. Eppure quel che accade là ci riguarda, perché i tagliagole non solo mozzano mani, stuprano e lapidano le donne, ma allevano terroristi e usano i profughi come arma di ricatto. O vogliamo raccontarci la favola risibile della ricerca del dialogo con le bandiere nere, che massacrano e segregano i loro concittadini e ci odiano, come infedeli da uccidere? 

Vogliamo davvero credere che continueremo a operare nella cooperazione per la gente che si era illusa di vivere in libertà, come troppo ingenuamente ripete a difesa il nostro ministro degli Esteri? Ci avete detto e ribadito che la democrazia non si esporta, che i nostri valori sono ipocriti e cinici, che a ogni Paese la propria fede e costumi, e noi col chador zitti e buoni, a berci le menzogne e la spada, o le bombe. Io aspetto gli studiosi dell’Islam moderato, le loro osservazioni. Aspetto le organizzazioni femministe che giustamente fanno della difesa dei diritti delle donne la loro ragion d’essere. Agogno manifestazioni di piazza di solidarietà con le bambine, le ragazze e le donne afghane private di ogni diritto. 

Il dissesto del Medio Oriente sarà colpa nostra (nostra, non solo degli Stati Uniti). Sarà una porta spalancata alle mire cinesi. La ritirata così precipitosa e scandalosa è stata e sarà per sempre un’onta. La guerra è stata condotta male e senza capir nulla delle sue conseguenze. Ma parlare di libera scelta di popoli è inaccettabile. Ma condannare il tentativo di portare istruzione, sanità, rispetto dell’uomo è folle. La sharia è inaccettabile. Il nuovo corso dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan non ci sarà. Ci sarà il nero delle loro bandiere, dei burqa, della morte. Ci sarà la loro guerra santa contro un Occidente diviso, egoista, smarrito. Che non vuol morire per Kabul. I buonisti che odiano le armi ci spieghino come resistere.

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI

© RIPRODUZIONE RISERVATA