CAOS M5S/ “Conte guadagna Grillo ma può perdere Mattarella”

- int. Jacopo Iacoboni

Grillo pensava di rimettere in riga M5s, l’esito potrebbe essere diverso. Il dossier Venezuela resta aperto e il Mes oggi potrebbe spaccare la maggioranza

Beppe Grillo
Beppe Grillo (LaPresse)

Grillo pensava di rimettere le cose a posto, ma si è sbagliato. In più la svolta filo-Conte potrebbe avere conseguenze indesiderate per l’Elevato. “L’effetto paradossale è stato quello di riallineare tutti quelli che non vogliono morire contiani, a cominciare da Casaleggio, Di Maio e Di Battista”, dice Jacopo Iacoboni, giornalista politico de La Stampa, gli ultimi due libri-inchieste dedicati a M5s. Se i tre trovano un’intesa, possono infischiarsene di Grillo.

Ma non ci sono solo le divisioni interne. Che ci sia stato o no il finanziamento del Venezuela, Iacoboni fa notare che “tutti i peggiori regimi sono stati loro amici”. E poi il nodo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), sul quale oggi la Bonino (+Europa) presenterà un testo che impegna il governo ad attivarlo subito. I grillini sul Mes sono spaccati e la maggioranza potrebbe dividersi.

Il giallo sui soldi venezuelani lo consideri archiviato?

Archiviato no. Diciamo che non lo considero dimostrato: sarà molto difficile, se ci sono, trovare quei soldi. Intanto dobbiamo registrare le smentite, dal regime di Maduro a Casaleggio e ai 5 Stelle. 

Non è tutto, immagino.

No. La storia è controversa, ma non ho neanche apprezzato quelli che in Italia si sono affrettati a dare per buone le veline del regime di Maduro, o a screditare Abc. La prima cosa che ho fatto io è stata chiedere, a colleghi spagnoli di cui mi fido, peraltro colleghi liberal, non conservatori, che tipo di giornale fosse Abc.

E cosa ti hanno detto?

La risposta è stata questa: Abc è il più antico giornale di Spagna. È un giornale di destra, molto anti-Maduro ma non certo un sito cospirazionista. Appartiene al novero delle fonti tradizionali spagnole. Marcos Garcia Rey, l’autore dell’inchiesta, ha lavorato con consorzi investigativi riconosciuti a livello internazionale. Dobbiamo occuparcene.

Insomma meglio essere prudenti e aspettare.

Direi di sì. C’è chi insiste nel negare l’autenticità del documento che attesterebbe il passaggio di denaro, mentre Abc dice che è autentico. Dunque per ora ciò che scrive dobbiamo prenderlo sul serio. Anche se restando neutrali.

C’è poi la questione delle simpatie esplicite di M5s per il chavismo.

I legami geopolitici tra M5s e il Venezuela sono evidenti da tempo. Il governo Conte1 è stato l’unico in Europa ad avere assunto una posizione pro Maduro nel gennaio 2019, all’epoca della rivolta di Guaidó, posizione poi lievemente corretta in una specie di neutralismo. Nel 2018 Manlio Di Stefano ha presentato una risoluzione M5s alla Camera di condanna delle ingerenze estere in Venezuela. I parlamentari M5s sono stati spesso ricevuti in pompa magna a Caracas. Nel 2015 hanno organizzato un convegno alla Camera,  intitolato “L’alba di una nuova Europa” – “Alba” sta per “Alleanza bolivariana per le Americhe”, l’organizzazione fondata nel 2004 da Hugo Chávez e Fidel Castro – con presente tutta l’enclave chavista e filorussa grillina, e molto del chavismo internazionale.

Quali considerazioni ti suggerisce tutto questo?

Direi che la realtà di questa storia, a prescindere dalla questione eventuale finanziamento sì–finanziamento no, sta nel fatto che M5s, storicamente, si è sempre avvicinato a tutti i regimi autoritari. Li ha annusati tutti, ci ha flirtato, da Putin alla Cina passando per il Venezuela e l’Iran. Tutti i peggiori regimi sono stati loro amici, politicamente.

Oggi quando si dice Putin si pensa alla Lega.

Ma figurarsi, anche il M5s ha guardato a Putin. Ha trattato con il suo emissario in Europa, Sergej Zeleznyak, lo stesso che incontrava Salvini. Giuseppe Conte, premier espresso dai 5 Stelle, vanta un rapporto personale con il presidente russo e lo ha difeso durante la vicenda degli aiuti russi in Italia. Conte è l’unico premier del G7 che disse sì alla proposta di Trump di far rientrare Putin nel G7. Direi proprio che la questione interessante è il flirt con i regimi autoritari. E non riguarda affatto solo Di Maio con la Cina, o Di Battista: riguarda Grillo, riguarda Conte.

Escluderesti mani estere in questa storia, un intervento per indebolire un governo troppo sbilanciato verso Pechino?

Mah, non credo ai complottismi. Mi pare che, al massimo, ci sia una guerra tra Maduro e la sua opposizione interna, che ha mille motivi per opporsi a un regime corrotto e oppressivo.

Di certo sono autoritari anche i modi di Grillo.

Con quel tweet contro Di Battista ha fatto un intervento ingeneroso e cattivo, da padre-padrone che divora i suoi figli, li considera roba sua, da poterne disporre a piacimento. Possiamo dire tante cose su Di Battista o Di Maio, io sinceramente ho scritto critiche severe, e articoli che non gli devono essere piaciuti…

Però?

Però in questo frangente stanno più o meno continuando a fare alcune delle battaglie del M5s, la critica all’Europa, per esempio, o l’idea dell’Italia nazionalista. È assai più imbarazzante, eticamente, la svolta filo-Conte e filo-Pd di Grillo, diventato una sorta di bodyguard del contismo e dello status quo.

Come la spieghi?

È molto meglio stare protetti all’ombra del governo che con le spalle scoperte all’opposizione. Sappiamo che ha travagliate vicende familiari.

Perché si è mosso proprio adesso? Ha visto il M5s indebolirsi troppo?

Grillo viene continuamente sollecitato, spesso chiamato per telefono, da quella parte di pretoriani filo-Pd, come Taverna e Fico, che pensano di dirimere le questioni interne con la sua autorità. Ora terrei d’occhio i possibili effetti del suo intervento.

Che cosa intendi?

Di fronte a questo asse letteralmente incredibile tra Grillo e Conte, l’effetto paradossale è stato quello di riallineare tutti quelli che non vogliono morire contiani. A cominciare da Casaleggio, Di Maio e Di Battista, che erano tre entità abbastanza separate, o comunque disallineate. Ma probabilmente tutti e tre stanno pensando: perché dobbiamo regalare il nostro Movimento a Conte e a Grillo che lo mette al servizio del Pd?

Oggi, a Palazzo Madama, +Europa potrebbe presentare una mozione per accedere subito al Mes. M5s si spaccherà?

Non escludo niente. Io continuo a pensare che Conte la faccia troppo facile pensando che arriverà il sì al Mes di M5s. Non faccio previsioni, che non mi piacciono, ma non la vedo facile. All’interno dei 5 Stelle la situazione è agitata.

Di Battista può riuscire a fa cambiare direzione ai 5 Stelle o a prendersi una parte di Movimento?

Non credo da solo. Di Battista e Di Maio possono cambiare la situazione soltanto se sono uniti e se trovano un’intesa con Davide Casaleggio. Se si allineano queste tre figure, Grillo con i suoi comportamenti da padre padrone può avere la peggio, perché la sua presa sul Movimento è ormai nulla, al di là di queste uscite periodiche. Invece Casaleggio, Di Maio e Di Battista in un modo o nell’altro sono lì che faticano quotidianamente sul Movimento. Bene o male che sia. 

Il dossier Venezuela e le divisioni interne possono indebolire ulteriormente il governo in questa fase?

Il governo è già debolissimo e inconcludente, e tirerà i mesi estivi sperando nella distrazione degli italiani in attesa di settembre. Non vedo un buon autunno, per la crisi economica che arriverà e la dubbia capacità di Conte di gestirla.

L’arma di Conte?

Conte ha dalla sua la volontà di quieta non movere del Colle. Ma credo che non sia una protezione a vita.

La crisi si aggraverà, e Conte, pare, punta al Quirinale. Non farebbe comodo a Mattarella dare il governo a un piddino come Franceschini?

Non  voglio fare speculazioni. Il Pd ha tanti nomi, da Sassoli a Guerini e Franceschini, che, comunque la si pensi, hanno esperienza politica e capacità, e sarebbero certamente una garanzia migliore rispetto a un poco noto avvocato con doti politiche trasversali.

(Federico Ferraù)

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