SCISSIONE M5S, RIBELLI VS GRILLO/ Lezzi: “nuovo voto Rousseau o no fiducia Draghi”

- Carmine Massimo Balsamo

M5s a rischio scissione in Aula sulla fiducia al Governo Draghi: Lezzi “nuovo voto su Rousseau o non voteremo la fiducia”. Ribelli contro Grillo e Crimi: “non contiamo un c…”

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Barbara Lezzi (LaPresse)

Barbara Lezzi, ma non solo: i ribelli del M5s minacciano il no alla fiducia per il Governo Draghi dando di fatto corpo all’idea di una potenziale scissione qualora non venissero soddisfatte alcune loro richieste. L’assemblea dei deputati tenutasi ieri sera ha visto uno scontro accesissimo contro Vito Crimi e lo stesso Beppe Grillo, ormai “scaricato” da parte dei parlamentari dopo la virata pro-Draghi: «Ci siamo scollati dalla base dimenticando cos’è il Movimento 5 Stelle. Abbiamo dimenticato gli attivisti. Non riesco a dare la fiducia a questo governo», ha attaccato la deputata grillina Antonella Papiro, secondo le ricostruzioni del M5s. Ancora più duro il collega Emanuele Corda «I ministri? trovo inverosimile che non ci siano state interlocuzioni con gli attori che hanno gestito la situazione. Non prendiamoci in giro. Non ditemi che i nomi sono sbucati così».

Deluso il vice Di Maio agli Esteri, Manlio Di Stefano che lamenta «Ci hanno fatto fuori da un governo dove avevamo la maggioranza assoluta dei ministri. Hanno fatto fuori Conte e Bonafede, i nostri simboli. Pensavo fosse tutto meglio di come ce l’avete raccontato. Se tutto si è risolto col fatto che Beppe si è accontentato di avere un ministero (la transizione ecologica, ndr)… è molto grave. Dovevamo porre a Pd e Leu il prerequisito l’esclusione della Lega, perché con la Lega i nostri voti non contano più un c…». Vito Crimi in risposta avrebbe paventato un «Se qualcuno abbatte la prescrizione noi ci ritiriamo dal governo». Ma la situazione è molto tesa tanto che Grillo sul Blog prova ad essere tranciante «13 febbraio 2021. Vi ricorderete questa data. Perché da oggi si deve scegliere. O di qua, o di là. Scegliere le idee del secolo che è finito nel 1999 oppure quelle del secolo che finirà nel 2099». Nell’intervista odierna al Fatto Quotidiano, l’ex Ministra M5s Barbara Lezzi lancia l’ultimatum-minaccia: «serve un nuovo voto su Rousseau dato che il quesito era erroneo […] altrimenti non voteremo la fiducia al Governo Draghi». (agg. di Niccolò Magnani)

A RISCHIO SCISSIONE IL MOVIMENTO 5STELLE

Dopo giorni di polemiche e discussioni, continua a regnare la tensione in casa M5s. L’esito del voto sulla piattaforma Rousseau – il più risicato di sempre – ha dato il via libera all’ingresso dei pentastellati nel governo Draghi, ma i ribelli non hanno intenzione di fare passi indietro. I dissidenti, guidati da Barbara Lezzi, invocano un nuovo voto su Rousseau e la petizione lanciata su Change.org nelle scorse ore ha già raccolto centinaia di adesioni.

Nel mirino dei critici M5s la mancata unione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’ambiente per il nuovo istituto per la Transizione ecologica, chiesto fortemente da Beppe Grillo. Senza dimenticare altri dettagli del nuovo esecutivo che non sono piaciuti agli esponenti grillini, a partire dall’ingresso in maggioranza degli storici nemici di Forza Italia.

CAOS M5S, BARBARA LEZZI IN TACKLE SU CRIMI

Sono attesi aggiornamenti nel corso delle prossime ore sul caos in casa M5s, le voci su una scissione non si sono placate, soprattutto dopo l’addio al Movimento di Alessandro Di Battista. Tanti esponenti di spicco hanno manifestato disappunto per le scelte dei vertici, pensiamo a Danilo Toninelli, ma la più intransigente è certamente Barbara Lezzi. L’ex ministro per il Sud ha rimarcato su Facebook: «Chiediamo che venga immediatamente indetta nuova consultazione con un quesito in cui sia chiara l’effettiva portata del ministero e che riporti la composizione del Governo. E’ evidente che, in assenza di riscontro, al fine di rispettare la maggioranza degli iscritti che hanno espresso altra indicazione, il voto alla fiducia deve essere NO». Poi una frecciatina al reggente Vito Crimi: «P.S. Gentile Capo Politico, in qualsiasi altro Paese e in qualsiasi altra forza politica, lei avrebbe tratto le più onorevoli conseguenze anziché minacciare espulsioni».

 

Questa mattina ho inviato, insieme ad alcuni colleghi, una mail al Capo Politico, al Comitato di garanzia e al Garante…

Pubblicato da Barbara Lezzi su Sabato 13 febbraio 2021



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