Carceri, 28 mln di euro per le casette dell’amore/ Per rapporti sess*ali dei detenuti

- Davide Giancristofaro Alberti

Il governo ha stanziato 28.3 milioni di euro per costruire delle casette dell’amore in ogni carcere, favorendo così le relazioni sentimentali dei detenuti

reati transessuali
(LaPresse)

Per soddisfare le relazioni affettive dei detenuti, il governo ha messo a disposizione 28.3 milioni di euro. Questa somma, come scrive il collega Franco Bechis per Verità&Affari, sarà destinata alla costruzione di prefabbricati, casette simili a quelle per i terremotati, all’interno di una casa circondariale di ogni regione, o in alternativa, per ristrutturare fabbricati già esistenti, trasformandoli in mini appartamenti. In totale saranno realizzate venti casette dell’amore entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di ospitare i detenuti in regime di carcere duro, e che non possono quindi godere di permessi premio

A loro sarà concesso una permanenza nelle casette dell’amore fino a 24 ore consecutive, una volta al mese, di modo da poter aver rapporti sessuali con la propria moglie, la fidanzata, o l’amante. Nel modulo abitativo, si legge ancora su Verità&Affari, potranno esservi in contemporanea tre detenuti con la propria o il proprio partner, e per il 2022 sono stati stanziati 3.6 milioni di euro a cui si aggiungeranno altri 24.7 milioni in un biennio per pagare un totale di 100 casette nuove, e nel contempo ristrutturare 90 fabbricati esistenti in tutte le 190 carceri italiane.

CARCERI, ECCO LE CASETTE DELL’AMORE: IN TOTALE 190 FABBRICATI NUOVI O RISTRUTTURATI

Attraverso la relazione tecnica il governo scrive che “nell’ambito del panorama italiano lo strumento attraverso il quale meglio si realizza la soddisfazione dei bisogni affettivi e sessuali del detenuto e attualmente ancora quello del permesso premio, di cui all’art. 30 ter O.P., che la legge prevede anche al fine di coltivare interessi affettivi. Tale beneficio, tuttavia, non costituisce una soluzione al problema, non essendo fruibile dalla generalità dei detenuti: esso infatti e riservato ai soli condannati che si trovino nelle condizioni descritte dalla legge”.

Il testo ha quindi il fine di “garantire l’esercizio del diritto all’affettività e alla sessualità dei soggetti in stato di detenzione conformandosi agli indirizzi europei richiamati (…) indirizzi che trovano nel dettato costituzionale riconoscimento e forza nel riferimento al diritto alla salute e al suo mantenimento garantito dall’articolo 32 della Costituzione, considerando che la salute psico-fisica viene compromessa da forzati e prolungati periodi di astinenza sessuale”.





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