Cardinal Bassetti: “Migranti, cittadinanza cruciale”/ “È Cristo che bussa a noi e…”

- Raffaele Graziano Flore

Cardinal Bassetti: “Sui migranti la questione della cittadinanza è cruciale”: il capo dei vescovi interviene a Bari. “È Cristo che bussa alle nostre porte e…”

Gualtiero Bassetti, Cei
Cei, il presidente Gualtiero Bassetti (LaPresse, 2018)

“La questione della cittadinanza ai migranti è un nodo cruciale”: con queste parole il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), è intervenuto su uno dei temi maggiormente divisivi del dibattito politico nostrano nel corso della conferenza “Mediterraneo frontiera di pace” (19-23 febbraio) che ha aperto i lavori del meeting in svolgimento in quel di Bari. “Quella della cittadinanza è una questione che si pone in maniera nuova per gli stessi Paesi di antica tradizione democratica” ha detto il capo dei vescovi italiani, spiegando che le nuove sfide per la società civile sono quelle dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti, mettendo inoltre in guardia contro quelle che a suo dire sono le “pericolose tentazioni di involuzioni identitarie” che percorrono la società di molti Paesi europei e che secondo Bassetti minerebbero “il fondamento dei diritti inviolabili della persona”.

CARDINAL BASSETTI: “MIGRANTI, IL NODO CITTADINANZA E’ FONDAMENTALE”

Insomma un intervento di apertura dei lavori della conferenza barese che farà discutere e che probabilmente non è stato scelto a caso dal Cardinal Bassetti che già in passato era intervenuto sul tema. Il presidente della CEI ha ricordato inoltre all’uditorio che i vescovi che lui rappresenta non possono guardare alla questione dei flussi migratori “in maniera settorializzata” come se si trattasse di un semplice problema di “esodi che impoveriscono i territori o di arrivi che li destabilizzano”. Infatti secondo Bassetti i poveri di tutto il mondo che scelgono di restare in quel Paese o di partire, e che a volte muoiono durante questi viaggi della speranza “conoscendo sofferenze e ingiustizie indicibili”, sono la moderna rappresentazione di un Cristo che emigra, soffre e che prima o poi arriverà a bussare alle porte di noi tutti. Infine, un accenno proprio a quel Mar Mediterrano citato nel titolo dei lavori: “Questi problemi con cui ci misuriamo dovrebbero essere uno stimolo a superare noi per primi le barriere che oggi attraversano il Mediterraneo” ha concluso il 77enne arcivescovo toscano di Popolano, auspicando un maggiore comunione e incontro di relazioni fraterne per un miglior processo di integrazione.

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