CARDINALE BECCIU LICENZIATO DAL PAPA/ Il prelato: “I soldi sono ancora alla Caritas”

- Carmine Massimo Balsamo

Cardinale Becciu licenziato dal Papa. Attraverso apposita conferenza stampa l’alto prelato ha rimandato al mittente ogni accusa

cardinale becciu
(Tv2000)

Rimanda al mittente ogni accusa il cardinale Angelo Becciu, e attraverso apposita conferenza stampa rigetta così il peculato. “Tutto surreale”, spiega il dimissionario, come riferisce l’agenzia Ansa, spiegando che i 100mila euro alla Caritas di Ozieri “sono ancora lì”. Per quanto riguarda invece il palazzo di Londra, il prelato spiega che “l’Obolo di San Pietro non è stato toccato, non è stato utilizzato. La Segreteria di Stato aveva un fondo, doveva crescere”, aggiungendo che nella giornata di ieri, durante un colloquio durato una ventina di minuti con il Papa “non si è parlato del palazzo di Londra”. Tornando sui soldi alla Caritas “arrivarono dall’Obolo ma era un fine caritativo. E’ nella discrezione del Sostituto – prosegue – destinare delle somme che sono in un fondo particolare destinato alla Caritas. In 7-8 anni non avevo mai fatto un’opera di sostegno per la Sardegna. So che nella mia diocesi c’è un’emergenza soprattutto per la disoccupazione, per questo ho voluto destinare quei 100mila euro”. Becciu non ha affatto perso la fiducia verso Papa Francesco e la Chiesa: “Diventando cardinale – ha spiegato – ho promesso di dare la vita per la Chiesa e per il Papa. Oggi rinnovo la mia fiducia. Nessuna sfida al Papa, ma ognuno ha diritto alla propria innocenza. Spero che prima o poi il Santo Padre si renda conto che c’è stato un forte equivoco, spero – conclude – non sia stato manipolato”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CARDINALE BECCIU LICENZIATO DAL PAPA: “DAVA SOLDI DELL’OBOLO AL FRATELLO”

Scandalo in Vaticano: licenziato il Cardinale Becciu per il caso del palazzo acquistato a Londra. L’inchiesta firmata da L’Espresso ha acceso i riflettori sui retroscena che hanno portato l’ex sostituto della segreteria di Stato a presentare le dimissioni, accettate da Bergoglio nella giornata di ieri.  La decisione del pontefice arriva con la conclusione dell’inchiesta sull’immobile londinese costato al Vaticano 200 milioni di euro, nonostante il valore fosse decisamente minore, e il conto bancario con il quale sono state disposte le operazioni era gestito dalla segreteria di Stato vaticana, affidata a Becciu.

E in quei fondi confluivano inoltre i denari provenienti dall’Obolo di San Pietro – collettore di offerte e donazioni per le azioni sociali della Chiesa nei confronti dei poveri – e da altri enti. Ma non solo: secondo quanto raccontato da L’Espresso, il cardinale sardo avrebbe dirottato soldi di Cei e Obolo di San Pietro anche verso la cooperativa del fratello.

CARDINALE BECCIU LICENZIATO DA PAPA FRANCESCO: “SONO SCONVOLTO”

Il cardinale Becciu lo scorso febbraio aveva tenuto a precisare di non aver mai utilizzato i soldi dei poveri o l’Obolo di San Pietro per fare speculazioni: «Noi non abbiamo utilizzato quei soldi, abbiamo acceso un mutuo, lasciando i fondi com’erano». Ma i fatti delle ultime ore dicono altro, considerando che questa vicenda è costata la testa al primo collaboratore di Papa Francesco in curia romana.

Il cardinale Becciu avrebbe dirottato più volte i denari di Cei e Obolo di San Pietro in direzioni dei familiari, basti pensare ai finanziamenti a fondo perduto in favore della cooperativa Spes, di cui titolare e rappresentante legale è il fratello Tonino: un totale di 700 mila euro in tre tranche. Ma il metodo affonda le radici in una prassi antica, spiega L’Espresso: circa venti anni fa, il 72enne di Pattada avrebbe affidato ad un altro fratello, Francesco, l’appalto di arredo-ammodernamento di numerose chiese in Angola e a Cuba.

Attesi aggiornamenti sullo scandalo che ha travolto il Vaticano e che ha coinvolto uno dei pilastri della Santa Sede come il prefetto delle Cause dei Santi. Intervistato da Il Messaggero, il cardinale Becciu ha affermato di essere innocente: «Sono sconvolto. Turbato. Un colpo per me, la mia famiglia, la gente del mio paese. Per spirito di obbedienza e per amore che porto alla Chiesa e al Papa ho accettato la sua richiesta di farmi da parte. Ma sono innocente e lo dimostrerò. Chiedo al Santo Padre di avere diritto di difendermi».

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