Carla Di Giovanni morta moglie Enrico De Pedis/ “Mio marito Renatino non era un boss”

- Emanuela Longo

Carla Di Giovanni, vedova di Enrico De Pedis detto “Renatino” è morta dopo una lunga malattia: la donna negò sempre che il marito fosse un malavitoso

Enrico De Pedis
Enrico De Pedis (Wikipedia)

Carla Di Giovanni, vedova di Enrico De Pedis, è morta nei giorni scorsi a 70 anni presso la clinica Ars medica dopo una lunga malattia. Come riferisce Fabrizio Peronaci per il Corriere della Sera, la vedova De Pedis stava male da tempo in seguito all’asportazione di un rene che le aveva fatto perdere tutta la sua energia. Sempre gentile ma ferma e risoluta, la donna in questi decenni non ha mai concesso alcuna intervista. Eppure con estrema caparbietà ha sempre difeso il marito “Renatino” asserendo con convinzione che non fu mai un malavitoso, il boss della banda della Magliana di cui tutti parlavano dal momento che quando il 2 febbraio 1990 fu ucciso a revolverate in via Pellegrino “il mio Enrico morì da incensurato”. Carla Di Giovanni è sempre stata estranea ad ambienti criminali ma era rimasta fedelmente legata al marito, conosciuto in tenera età e con il quale convolò a nozze il 25 giugno 1988, diventandone poi vedova appena un anno e mezzo dopo senza mai diventare mamma. Nel trentennio trascorso come vedova però ha sempre continuato a sostenere con forza: “Sono la signora De Pedis”.

CARLA DI GIOVANNI: È MORTA LA MOGLIE DI ENRICO DE PEDIS

Carla Di Giovanni prima della pensione ha vissuto del suo lavoro da impiegata presso l’istituto autonomo casa popolari (oggi Ater). La vedova De Pedis aveva almeno tre crucci, come ricorda Peronaci. Il primo aveva a che fare con la cacciata della salma del marito Renatino dalla cripta della basilica di Sant’Apollinare nel 2012, dove lei era riuscito a farlo tumulare nel 1990 grazie al nulla osta del cardinale Ugo Poletti, su intercessione di quel monsignor Pietro Vergari che De Pedis aveva conosciuto in carcere e che, dal 2010, era finito sotto inchiesta nel caso di scomparsa di Emanuela Orlandi. “Enrico era un benefattore, faceva tante opere di bene”, ha continuato a ricordare per decenni la moglie. Proprio il coinvolgimento postumo nel caso Orlandi fu un altro rammarico della donna che lo definì “un falso vergognoso”. Al fine di tutelare il buon nome del marito, inoltre, la signora Carla usò anche i social. Ultimo cruccio, quello legato ai presunti tradimenti. La vedova De Pedis non perdonò mai alla stampa di aver enfatizzato la relazione extraconiugale tra il marito e Sabrina Minardi, che poi sposò il calciatore Bruno Giordano. “Ma quale amante per anni! Tutte balle! Al massimo l’aveva conosciuta a una serata”, ha sempre sostenuto, ferita. La sua morte è passata in sordina rispetto al resto della sua esistenza anche per via dei funerali super blindatissimi a causa dell’emergenza Coronavirus.



© RIPRODUZIONE RISERVATA