Carlo Alighiero è morto/ Attore e doppiatore aveva 94 anni: fu la voce di Omero

- Alessandro Nidi

Carlo Alighiero è morto: l’attore e doppiatore si è spento dopo una breve malattia all’età di 94 anni. Una carriera lunga 70 anni

Carlo Alighiero 640x300
Carlo Alighiero (Tv 2000)

Carlo Alighiero è morto all’età di 94 anni, dopo una breve malattia. Il triste annuncio è giunto oggi, domenica 12 settembre 2021, con la notizia battuta dalle principali agenzie di stampa italiane e ripresa dai quotidiani nazionali. L’uomo è stato un grande e indiscusso attore, protagonista del teatro, del cinema, del doppiaggio e della televisione e la sua carriera è durata 70 anni, condivisa sostanzialmente nella sua totalità con la moglie, Elena Cotta, della quale era follemente innamorato e che conobbe nell’autunno del 1949 a Milano. Si conosce già la data dei funerali, che avranno luogo martedì 14 settembre a Roma, alle ore 11 nella chiesa di San Francesco a Ripa a Trastevere.

Nato nel 1927 ad Ostra, nelle Marche, da giovane si trasferì a Roma per frequentare l’accademia “Silvio D’Amico”: da quel momento, lui e la moglie hanno calcato le scene di tutti i teatri italiani e nel 2012 hanno celebrato le nozze di diamante, rinnovando la promessa di matrimonio fatta il 30 dicembre 1952. Sono diventati genitori di due figlie, Barbara e Olivia, e poi nipoti e bisnipoti.

CARLO ALIGHIERO: TUTTA LA CARRIERA

Come rammentano i colleghi de “La Repubblica”, il debutto in teatro di Carlo Alighiero avvenne allo stabile di Padova nel 1952, con “L’Agamennone” di Eschilo e, subito dopo, con l’Amleto di Vittorio Gassman. Successivamente, si dedicò a diverse opere: Edipo di Seneca, Amleto di Riccardo Bacchelli sino alla regia di Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, con cui inaugurò il teatro Manzoni a Roma, di cui ha rivestito i panni del direttore artistico fino al 2002.

Per quanto riguarda la televisione, Carlo Alighiero ha lavorato in Maigret con Gino Cervi e con Andrea Camilleri, Daniele Danza, Silverio Blasi, Morandi, Anton Giulio Majano, Giuseppe Fina. La grande popolarità, scrive “Repubblica”, giunse nel 1960, nel ruolo dell’assistente di Ubaldo Lay, il tenente Sheridan di Giallo Club. Si contano anche “diverse partecipazioni nel cinema degli anni Settanta, i radiodrammi, anni di doppiaggio nell’era d’oro (è la voce di Anthony Quinn, scelto personalmente da Quinn) e la straordinaria e indimenticabile voce narrante di Omero dell’Odissea di Franco Rossi”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA