Carlo Perno/ “Riaperture, rischio ragionato. Mascherine? Non le toglierei”

- Carmine Massimo Balsamo

Il virologo Carlo Perno a Oggi è un altro giorno: “Astrazeneca? Gli effetti collaterali gravi sono meno di un milione, mentre il Covid uccide”

carlo perno
(Oggi è un altro giorno)

Dalle riaperture ai vaccini, Carlo Perno a tutto tondo ai microfoni di Oggi è un altro giorno. Il virologo ha esordito sulle riaperture: «E’ un rischio ragionato, è un termine che Draghi ha usato bene. Nella scienza ci sono evidenze: sappiamo che il virus è in circolazione e che è mortale. Allo stesso tempo sappiamo che l’Italia soffre: la scelta è di sintesi politica di scienza e di storia politica del Paese».

Carlo Perno, direttore della Microbiologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha poi evidenziato: «Il passaggio da bianca a rossa capitato alla Sardegna: significa che percepiamo il degrado del colore come un tana libera tutti, ma serve tempo per arrivare alla conclusione del percorso. Anche se si è in zona bianca, il virus c’è ancora ed è più infettante a causa delle varianti in circolazione».

CARLO PERNO: “ASTRAZENECA? DOBBIAMO CORRERE QUALCHE RISCHIO”

Carlo Perno si è poi soffermato sull’ipotesi di levare l’obbligo della mascherina: «I vaccini proteggono sicuramente dalla malattia, ma non siamo sicuri che proteggano anche dall’infezione. Il virus potrebbe arrivare lo stesso ed in grado di passare da persona a persona: non toglierei le mascherine, ma mi piace molto il modello israeliano, che all’aperto le ha tolte. In Israele hanno fatto un ottimo lavoro e la mortalità è bassissima». Una battuta anche sul caso legato al vaccino Astrazeneca: «Gli effetti collaterali gravi sono meno di un milione, mentre il Covid uccide. Possiamo correre qualche rischio? Secondo me dobbiamo correrlo, perché il Covid continua ad uccidere». Carlo Perno ha concluso con un giudizio sull’ipotesi vaccino ai più piccoli: «Io penso che dovremmo vaccinare tutti, ma servono dei dati sulla sicurezza e sull’efficacia sui bambini, perché non sono come gli adulti».



© RIPRODUZIONE RISERVATA