Carlo Santucci, medico/ Cavaliere al merito per il suo atto eroico in treno

- Emanuele Ambrosio

Carlo Santucci tra i protagonisti di Nuovi Eroi, cittadini insigniti del titolo di Cavaliere al merito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Carlo Santucci

C’è anche Carlo Santucci tra i protagonisti di Nuovi Eroi, il programma che racconta storie straordinarie di cittadine e cittadini italiani insigniti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Un titolo prestigioso consegnato dal Presidente Mattarella a cittadini che, con il loro impegno quotidiano, rappresentano la alta espressione dei valori che definiscono la Nazione, il suo impegno civile e il forte senso di comunità. Tra questi c’è anche il giovane medico romano che lavora presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Camposampiero. Santucci è stato premiato per il suo atto di eroe messo a segno durante una vacanza in Veneto quando con un massaggio cardiaco ha messo in salvo la vita di una donna colpita da infarto su un treno tra Dobbiamo e Lienz. Il giovane medico si trovava a bordo del treno di ritorno a Dobbiaco quando improvvisamente sente qualcuno sente un uomo urlare “un medico, un medico, c’è un medico?”. Una donna aveva avuto un attacco cardiaco e il marito cercava soccorso. Santucci non solo ha risposto a questo appello di aiuto, ma ha anche messo in salvo la donna con un massaggio cardiaco.

Carlo Santucci, l’appello del medico: “Siamo talmente indispensabili per questo Paese”

Nonostante il suo impegno costante come medico, Carlo Santucci come tantissimi altri suoi colleghi continua a vivere in una condizione precaria dal punto di vista lavorativo. Intervistato dal Messaggero, infatti, il medico romano ha dichiarato: “in questi 8 mesi abbiamo ascoltato in silenzio, continuando a lavorare senza sosta per una Regione che fortunatamente ce ne ha dato l’opportunità, la melliflua retorica dello Stato. Ma ora è arrivato il momento di dire, forte e chiaro, che non possiamo continuare a farci trattare così”. Non solo, il medico ha aggiunto: “siamo talmente indispensabili per questo Paese che, quand’è stato il momento di partecipare per l’ennesima volta al concorso nazionale per l’ingresso nelle scuole di specializzazione e tentare finalmente di completare la nostra formazione, non ci è stato riconosciuto nemmeno mezzo punto in più in graduatoria per il lavoro che pure stiamo facendo in prima linea”. Infine parlando della terribile pandemia ha precisato: “l’Italia si sfoga. Si ricorda di noi quando c’è l’emergenza, chiedendoci tantissimo senza darci certezze. E poi, passata l’onda dell’emotività, si dimentica che mancano 56.000 specialisti. Vogliamo una formazione riconosciuta da una scuola di specializzazione e dal ministero dell’Università: se lo Stato non ce la fa, lo lasci fare alle Regioni. Solo così sarà possibile mantenere elevati gli standard di cura dei nostri pazienti. Dovrà forse scoppiare un’altra epidemia per farlo capire una volta per tutte?“.



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