Carlo Verdone/ “Le battute cult dei miei film sono frutto di improvvisazione”

- Carmine Massimo Balsamo

Tra i suoi film cult e l’amore per la Roma, Carlo Verdone a tutto tondo: “L’autunno è la mia stagione preferita, cancellerei l’estate”.

Carlo Verdone torino film festival 37
Carlo Verdone

Tra gli attori comici più amati d’Italia, Carlo Verdone ha segnato diverse generazioni con i suoi film e con i suoi sketch. Intervistato da I Lunatici, programma in onda su Rai Radio 2, l’attore-regista ha rivelato che alcune delle battute più celebri dei suoi lungometraggi sono nate grazie all’improvvisazione sul set: «Ad esempio, da Borotalco, la battuta sulle olive greche fu improvvisata: non era scritta così, è nata grazie a Brega che si è inventò che queste olive erano greche». Prosegue Verdone: «Io lo rimarcai, venne fuori una cosa che ha avuto molto successo». Il 69enne ha ammesso che sui suoi set c’è sempre spazio per l’improvvisazione, basti pensare al suo ultimo film (Si vive solo una volta, ndr): «La maggior parte delle risate che il pubblico s’è fatto con i miei film è frutto di improvvisazione». Poi, una battuta sul suo ultimo lungometraggio, girato in Puglia: «Mi sono trovato molto bene, ho incontrato persone che amano il cinema e la propria terra: sono molto orgogliosi quando vai a girare lì, sono stati premurosi e affettuosi».

CARLO VERDONE: “ROMA? NON CI PONIAMO LIMITI”

Carlo Verdone si è raccontato a tutto tondo ed ha anche parlato dell’arrivo dell’autunno: «E’ la mia stagione preferita: questi sono i miei colori. Non amo le stagioni calde e, fosse per me, cancellerei l’estate: molti vorrebbero vivere sempre in estate, io non posso prendere il sole perché non mi fa bene. Per questo motivo preferisco il freddo», sottolineando di aver scelto di girare Iris Blond in Belgio e Maledetto il giorno che t’ho incontrato a Praga proprio per questo motivo. E Verdone è un grande tifoso della Roma, per la quale vede un grande futuro: «Il tecnico Fonseca mi piace, è un bell’allenatore: dopo anni di passaggi orizzontali e di lentezza estrema, abbiamo un gioco verticale e veloce». Non bisogna porsi obiettivi, dunque: «Se firmerei per il quarto posto? Non ci poniamo limiti: siamo agli inizi, voglio essere fiducioso».

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