CAROLYN SMITH E IL TUMORE/ “Mi danno per spacciata ma io sono in pista”

- Dario D'Angelo

Carolyn Smith parla della sua battaglia contro il tumore e delle fake news che l’hanno vista protagonista nei mesi scorsi. Poi un pensiero per il marito…

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Carolyn Smith - Foto Instagram

Le fake news sulle sue condizioni di salute hanno fatto male a Carolyn Smith. La coreografa britannica, prossima a tornare in tv nelle vesti di giudice a Ballando con le stelle, ha parlato in un’intervista concessa al settimanale “Nuovo” delle tante falsità sul suo conto e sullo stato della sua battaglia contro il tumore. Carolyn in questo senso ha dichiarato: “Tutto questo non solo mi danneggia moralmente, ma anche nel lavoro visto che per fortuna ho ancora tanti impegni e con la mia professione ci campo“. La presidente di giuria del programma di Milly Carlucci, negli ultimi mesi ha dovuto fronteggiare la spregevole pratica dei titoli ad effetto o acchiappa-click, rispondendo per le rime a chi la dava addirittura per morta. Nonostante ciò, Carolyn non ha perso la sua proverbiale grinta: “Mi danno per spacciata, ma io sono ancora in pista!“.

CAROLYN SMITH: “HO SUBITO TANTE SOFFERENZE”

Di certo una presenza importante per supportare Carolyn Smith nella sua lunga lotta contro la malattia è quella del marito, l’uomo che accompagna la coreografa ad ogni controllo e che non può immaginare di vivere senza di lei. Per questo motivo, nonostante il tumore, è proprio Carolyn – per sua stessa ammissione – il pilastro della coppia: “Ho subito tante sofferenze e ho imparato a contare su me stessa e sulla mia forza di volontà“. Il volto di Ballando con le stelle ha raccontato di essersi specializzata nel dare sempre e comunque energia positiva, così da riceverla indietro dal marito: “Questo mi ha reso ancora più forte“, ha detto. L’inesauribile energia di Carolyn le è valso nei giorni scorsi anche il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri per Dance for Oncology, primo progetto di ballo in Italia dedicato a pazienti oncologici che consente di migliorare la condizione psicofisica generale del malato, ma soprattutto ad alleggerire il peso di una battaglia durissima da supportare.



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