Cartabellotta “Misure inefficaci, ora lockdown”/ “Stiamo perdendo controllo epidemia”

- Silvia Polvere

Nino Cartabellotta si è detto preoccupato dell’andamento della curva dei contagi e suggerisce di intervenire con “lockdown tempestivi e rigorosi”

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Nino Cartabellotta a La Vita in Diretta

Nino Cartabellotta ai microfoni de La Vita in Diretta si è mostrato preoccupato sull’andamento della curva dei contagi. “Gli effetti delle misure che abbiamo introdotto da novembre si sono di fatto esauriti. Ancora non vediamo i risultati della stretta di Natale” ha spiegato il medico, presidente della Fondazione GIMBE. Il rischio, adesso, è di trovarsi in una situazione disastrosa simile a quella della prima ondata, con la curva dei contagi che cresce all’impazzata e il rischio di perdere il controllo dei tracciamenti e di arrivare in breve tempo al collasso del sistema sanitario. “Siamo in una sorto di gioco di tira alla fune – ha aggiunto Cartabellotta – I numeri salgono e le misure dovrebbero tirare dall’altra parte. Ma c’è un trend che comincia a risalire e non sappiamo quanto stia risalendo la curva”.

CARTABELLOTTA: “SERVE LOCKDOWN TEMPESTIVO”

Io sono sempre stato favorevole a lockdown tempestivi, rigorosi e di durata limitata piuttosto che a mezze misure. I compromessi politici non portano a risultati ottimali” ha spiegato Cartabellotta a La Vita in Diretta. Secondo il medico si rischia di perdere a breve il controllo della situazione, con numeri che salgono senza che vi sia un’adeguata protezione vaccinale. Il suo consiglio è di intervenire con provvedimenti restrittivi subito, altrimenti “è molto probabile ritrovarsi in primavera con la stessa situazione dell’anno scorso. Il rischio è che senza una stretta importante non riusciamo a piegare la curva e nessuna Regioni potrà riprendere il tracciamento. Si andrà avanti alternando restrizioni e allentamenti”. Nelle scorse ore su twitter il medico ha ricordato che Ema e Aifa “hanno confermato possibilità di prelevare da un flacone di vaccino Pfizer 6 dosi, invece di 5”, come ha fatto anche la regione Campania che in questo modo è riuscita a somministrare il 101,7% delle dosi previste.



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