Casa museo di Alberto Sordi/ Roma, apre al pubblico per il centenario della nascita

- Raffaele Graziano Flore

Nella Casa museo di Alberto Sordi: a Roma, in via Druso e nei pressi delle Terme di Caracalla, la villa apre al pubblico per il centenario della nascita dell’attore capitolino

Casa museo di Alberto Sordi a Roma
Casa museo di Alberto Sordi a Roma (Web, 2020)

La casa museo di Alberto Sordi riaprirà ufficialmente i battenti al pubblico e per gli abitanti di Roma ma pure per tutti coloro che hanno amato i film e la verve dell’attore capitolino, scomparso oramai 17 anni fa, è una bellissima sorpresa che arriva peraltro in un anno che si preannuncia denso di appuntamenti: infatti in questo 2020 e precisamente il prossimo 15 giugno cade il centesimo anniversario della nascita di Sordi e per questo motivo ci sarà la possibilità di scoprire i segreti e le storie racchiuse nella sua villa romana sita in Via Druso, proprio nei pressi delle Terme di Caracalla. Fu qui infatti che l’attore e regista dimorò dal 1958 al 2003 e tra le sue varie abitazioni questa fu una delle sue preferite perché, a suo dire, non solo lo rendeva felice ma anche per la suggestiva vista che gli regalava ogni mattina la sua camera da letto, tra le succitate terme e uno scorcio della città, tra cui il Circo Massimo, che uno come lui non poteva non amare. Andiamo quindi a scoprire cosa custodisce la casa museo e cosa c’è in programma nelle prossime settimane per tutti coloro che abbiano voglia di vistarla e scoprire qualcosa in più del privato dell’Albertone nazionale.

LA CASA MUSEO DI ALBERTO SORDI APRE AL PUBBLICO

Questa graziosa villa, come detto, si trova nella centrale Via Druso ma in una zona un po’ più appartata rispetto al caos della Capitale e in passato è stata aperta per le visite solo su appuntamento: l’evento è dunque da cerchiare in rosso perché è la prima volta che aprirà al pubblico e per un arco di tempo molto lungo (dal 7 marzo al 29 giugno), tanto che dopo l’annuncio è partita una vera e propria caccia al biglietto e con la Fondazione Alberto Sordi che ha ricevuto in poco tempo oltre diecimila prenotazioni. Facendo un salto nel tempo di quasi settant’anni, sappiamo che l’attore acquistò questa villa progettata negli Anni Trenta dall’architetto Clemente Busiri Vici nel 1954 per poi farla diventare uno dei suoi rifugi preferiti e in cui oggi è possibile scoprire qualcosa di nuovo non solo della sua arte ma pure delle passioni meno conosciute, in attesa che diventi un vero e proprio museo. Come ha ricordato Alessandro Nicosia, curatore dell’evento assieme ai giornalisti Vincenzo Mollica e Gloria Satta, “Sordi è stato un maestro ma un pure un gran collezionista d’arte, un fotografo appassionato e un viaggiatore” accennando alle sorprese che il pubblico si troverà di fronte e precisando che la sua intenzione è quella di far conoscere la villa così com’era e lungo un percorso cronologico che seguirà la crescita dell’indimenticato Alberto come uomo e come attore.

TUTTE LE INIZIATIVE PER CELEBRARE IL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA

La mostra intitolata “Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020” e le celebrazioni in programma nella villa immersa nel verde al Celio (diciannovesimo rione di Roma e che prende il nome dall’omonimo colle su cui si sviluppa) avranno proprio il loro culmine il 15 giugno, giorno in cui cadranno i cento anni dalla nascita dell’attore: e nel percorso pensato dai curatori, oltre che in una appendice allestita al Teatro dei Dioscuri, sarà possibile ammirare tra gli altri i premi vinti dall’attore e persino due dipinti di Giorgio De Chirico, ripercorrendo gli oggetti e le situazioni che hanno costellato l’infanzia di Albertone e poi le sue prime esperienze in radio e poi a teatro e sul grande schermo; inoltre proprio a teatro e nel giardino della villa verranno proiettati alcuni dei suoi film con dibattito a seguire, mentre c’è grande curiosità (visto che il diretto interessato fu sempre “allergico” al matrimonio pur avendo avuto tante storie d’amore) per una sezione della mostra che svelerà il rapporto di Sordi col gentil sesso. Insomma, davvero un viaggio nella dimensione più segreta dell’istrione simbolo della romanità e, per paradosso, proprio in quel luogo di cui in vita fu gelosissimo e poco propenso a mostrare agli estrani –e si mormora pure ad alcuni dei suoi amici più stretti…- ma che può essere visto oggi come uno dei tanti regali che Sordi ha voluto lasciare alla “sua” Città Eterna.



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