Case di cura Usa in crisi per Covid/ Coperture assicurative e carenza DPI: come agire

- Emanuela Longo

Negli Usa sempre più case di cura in crisi per colpa della pandemia da Coronavirus: qual è la situazione attuale e come agire per evitare il collasso

Casa riposo lapresse 2020
In Francia una casa di riposo ha avuto 0 morti per Coronavirus (Foto LaPresse)

Il Coronavirus è stato un vero e proprio incubo nelle case di cura di tutto il mondo. Lo abbiamo visto in Italia ma effetti drammatici sono stati registrati anche negli Stati Uniti dove in migliaia di strutture sono stati segnalati casi di Covid-19 tra ospiti e personale. Negli Usa, come chiarisce Jama Network, meno dello 0,5% della popolazione vive in case di cura, eppure il 25% dei decessi da Coronavirus sono stati segnalati proprio in queste strutture. Molto peggio in altri Paesi come Massachusetts e Pennsylvania ma anche Francia e Irlanda nei quali i decessi sono saliti al 50%. Alla luce di questi dati, tutte le case di cura sono isolate e gli ospiti impossibilitati a vedere i propri familiari o a partecipare ad attività comuni. Molti operatori hanno inoltre paura di essere contagiati anche a causa della mancanza di dispositivi di protezione individuale. Il Coronavirus ha messo in luce alcuni problemi presenti da tempo relativi a gestione e servizi delle case di cura. Strutture simili si occupano prevalentemente di due gruppi: pazienti in cura post-operatoria a breve termine con copertura Medicare ed a lungo termine con copertura Medicaid.

Se il primo è un pagatore piuttosto generoso, il secondo solitamente è il contrario. Di conseguenza, le case di cura che dipendono dal rimborso Medicaid sono dotate di scarse risorse ed hanno livelli di personale inferiori, si trovano in quartieri poveri e sono destinare a chiudere. Attualmente pazienti beneficiari di Medicare non sono ammessi dal momento che gli ospedali non stanno eseguendo determinate operazioni che richiedono cure post-operatorie. Sebbene molti pazienti positivi stanno iniziando a star meglio, le case di cura non si sentono ancora pronte a accoglierli in sicurezza, dunque rischiano la chiusura per via della diminuzione di entrate di Midicare e per gli elevati costi di gestione dei pazienti Covid.

USA, CASE DI CURA IN CRISI PER CORONAVIRUS

Le case di cura sono sempre più in crisi anche negli Usa e necessitano di aiuti sostanziosi. Per questo chiedono test rapidi e sorveglianza continua del personale e dei propri ospiti. Il governo ha già annunciato che fornirà i dispositivi di protezione a tutte le strutture ma occorre un rifornimento molto ampio al fine di far fronte a tutte le esigenze di sicurezza anche alla luce dei tanti asintomatici. Viene quindi chiesto un aiuto importante soprattutto al personale in termini di formazione ed economici, mentre per gli ospiti a lungo termine sono prioritarie pianificazione anticipata delle cure e cure palliative. La domanda ricorrente adesso è la seguente: quando riapriranno le case di cura? Al momento è troppo presto per rispondere anche alla luce dei numerosi casi asintomatici. Fornire assistenza ai pazienti in convalescenza da Covid-19 richiederà di differenziare l’assistenza post-operatoria da quella a lungo termine. Al fine di andare incontro non solo a queste strutture ma anche ai pazienti occorrerebbe valutare con maggiore attenzione i modelli di pagamento adottati.

In conclusione, le case di cura sono in forte crisi a causa del Coronavirus e tali strutture necessitano di un sostegno immediato da parte dei responsabili politici e dei medici,  compresi test, dispositivi di protezione personale e supporto per il personale. Quando le case di cura saranno in grado di riaprire, questa necessità di supporto clinico non si esaurirà ovviamente con la fine della pandemia. I modelli di pagamento basati sul valore, che coinvolgono in modo significativo i medici sia nell’assistenza post-operatoria che in quella a lungo termine, dovrebbero aiutare tali strutture a fornire un’assistenza sicura e appropriata ai pazienti in convalescenza da Covid-19 e ad altri pazienti che necessitano di assistenza a breve o lungo termine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA