Caso Floyd, Fedez massacrato dal web/ Lui sbotta: “Prendiamoci le denunce insieme!”

- Anna Montesano

Fedez al centro di una polemica per il caso Floyd. Lui replica: “La mia posizione mi sembrava chiara.” e lancia l’appello ai colleghi…

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Fedez (Instagram)

La morte di George Floyd è ormai un caso mondiale, che in America ha scatenato e continua a scatenare conseguenze pesanti e importanti. Anche in Italia, come nel resto del mondo, in tanti si sono esposti sulla vicenda, manifestando la propria posizione. Nel nostro paese in molti hanno però avuto da ridire su Fedez e Chiara Ferragni che non avrebbero preso una posizione netta sulla vicenda. Una polemica che ha fatto balzare i Ferragnez in trend topic su Twitter. Cosa che ha attirato l’attenzione del rapper che ha così deciso di dire la sua: “Mi sembra assurdo dover rendere conto delle mie azioni, soprattutto non tanto perché non ne abbiamo parlato, ma perché non ne abbiamo parlato come avrebbero voluto determinate persone.” ha ammesso Fedez. Per poi spiegare: “Io ho pubblicato dei link che vertono ad informarsi. Se volete a tutti i costi il mio pensiero mi sembrava già chiaro dire che quello che è successo è un abominio e che l’abuso di potere a sfondo razziale è uno schifo e che queste cose in America purtroppo succedono da anni. Pensavo che la mia posizione fosse già chiara”.

Fedez lancia l’appello: “Mi auguro si prenda posizione anche nel nostro Paese”

È però a questo punto che Fedez chiede agli altri artisti italiani di prendere posizione così come fatto da lui: “Mi auguro solo una cosa, che tutti gli artisti che oggi stanno prendendo una giusta posizione rispetto a ciò che accade oltreoceano, domani però facciano la stessa cosa nel nostro Paese. Cioè, che domani prendano una posizione riguardo a delle politiche razziste italiane, esponenti politici italiani razzisti, perché fino ad ora purtroppo non l’ho visto fare.” tuona il rapper. E continua: “Perché farlo rispetto ad un altro Paese è giusto, ma farlo nel tuo Paese quando rischi di perdere persone che potrebbero comprare i tuoi dischi perché fanno parte di quell’elettorato razzista, è una scelta un po’ più difficile. Quindi predichiamo oggi, e domani razzoliamo insieme, prendiamoci le denunce insieme. Vi aspetto tutti”. Così conclude con tono duro: “Sarò impopolare, ma sinceramente vedere degli artisti che nelle loro carriere non sanno che ca**o voglia dire prendere delle posizioni politiche in questo Paese, e assumersi i rischi, arrogarsi addirittura il diritto di esortare gli altri artisti perché si sono svegliati rivoluzionari oggi, mi suona come una sviolinata che mi provoca la dissenteria.”

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