Caso Mario Benotti e mascherine dalla Cina/ A Non è l’Arena il trader Jorge Solis

- Silvana Palazzo

Caso Mario Benotti e mascherine dalla Cina: oggi a Non è l’Arena parla il trader Jorge Solis, che ha gestito una grande commessa e ora risulta indagato per traffico di influenze

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Mario Benotti (Foto: Report)

Il caso Mario Benotti anche a “Non è l’Arena”. Il programma condotto da Massimo Giletti riaccende i riflettori sull’ex giornalista e consulente di vari ministri, che è finito al centro di un’inchiesta sulla fornitura di mascherine. Sono quattro le persone indagate dalla procura di Roma in un’indagine su alcune maxicommesse da 72 milioni di euro per l’acquisto di 801 milioni di mascherine dalla Cina durante la prima ondata della pandemia. A seconda delle posizioni, i reati che si ipotizzano sono di traffico di influenze illecite e ricettazione. Per quest’ultima fattispecie risulta indagata Francesca Immacolata Chaouqui, già coinvolta nella vicenda Vatileaks. Gli altri indagati sono, oltre a Benotti, anche l’ingegnere Andrea Vincenzo Tommasi, a capo di una società al centro dell’indagine, e Antonella Appulo. In questa vicenda risulta estraneo il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri.

Secondo l’impianto accusatorio, il suo nome sarebbe stato usato a sua insaputa da uno degli indagati per avere una corsia privilegiata per ottenere la commessa in cambio di 12 milioni di euro a titolo di intermediazione. Nelle carte dell’indagine c’è anche una segnalazione per operazione sospette, arrivata all’antiriciclaggio di Bankitalia e finita appunto all’attenzione dei pm. Lo stesso Domenico Arcuri ha comunicato che i suoi uffici hanno consegnato alla Guardia di Finanza tutti i documenti relativi ai contratti delle forniture delle mascherine sottoscritti agli inizi dell’emergenza con alcune aziende cinesi, offrendo la massima collaborazione ai fini dell’indagine.

CASO BENOTTI E MASCHERINE, PARLA JORGE SOLIS

Oggi si aggiunge un altro tassello alla vicenda, perché parla Jorge Solis, il trader ecuadoriano, che risulta indagato per traffico di influenze e insieme ad altri intermediari ha gestito una grande commessa di mascherine cinesi. Quindi a “Non è l’Arena” racconterà come è entrato in contatto, tra gli altri, anche con Mario Benotti e Antonio Fabbrocini, funzionario di Invitalia, entrambi coinvolti nella stessa inchiesta della procura di Roma. «Il 21 febbraio io arrivo dal Sud America. Mi hanno contattato miei conoscenti della Cina per lavorare con le mascherine», ha raccontato ai microfoni del programma di La7, che ha trasmesso un video anticipazione in attesa della puntata di stasera. Jorge Solis ha raccontato di essere stato chiamato da Daniele Guidi: «È mio amico da tre anni, e io gli dico: “Daniele, la Cina mi ha chiamato, c’è l’opportunità delle mascherine”. Io ho contattato quattro o più Paesi e abbiamo cominciato con le mascherine».

Tale Daniele Guidi gli avrebbe passato l’ingegnere Andrea Vincenzo Tommasi al telefono: «Lui mi ha detto: “Jorge, io vorrei che tu (mi procurassi) le mascherine, voglio credito”. La parola credito non c’è nel vocabolario del business». Per questo gli avrebbe replicato: «Guarda io non do credito a nessuno, non ti conosco e con tutto il rispetto…». Lui l’avrebbe fatto chiamare da Mario Benotti: «Il dottor Benotti mi ha detto: “Solis, lei è l’uomo… Voglio che lei aiuti l’Italia”». Poi avrebbe ricevuto una chiamata da Antonio Fabbrocini: «Mi dice: “Solis, sono di Invitalia, io voglio che lei aiuti l’Italia. Io garantisco che la mia banca paga”». Il resto lo scopriremo stasera.



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