CASO SCHWAZER/ Il Governo cala le braghe, in trincea restano solo i magistrati

- Nando Sanvito

Con la Vezzali in soccorso della WADA, e tra CONI e FIDAL al minimo sindacale, il cerino della dignità rimane nelle mani del Tribunale di Bolzano, che avvia l’azione penale.

Alex Schwazer
Alex Schwazer (Foto: LaPresse Claudia Fornari)

Questione di ore e la presidente della Prima Corte Federale svizzera di diritto civile Khristina Kiss si pronuncerà sulla richiesta di sospensiva della squalifica di Alex Schwazer. E’ la stessa giudice che un anno fa la respinse. Stavolta il ricorso – gestito dall’avvocato londinese Mike Morgan – si baserà su altri presupposti legali. Basterà per causare un verdetto diverso?

Nel frattempo il governo italiano ha firmato la sua vergognosa resa a un’istituzione di cui è pur sempre uno dei principali finanziatori. Se il direttore generale della WADA calunnia e diffama un magistrato e un tribunale italiano e per di più assume come propri i comportamenti illeciti e i reati compiuti dai rappresentanti della WADA durante il processo di Bolzano, il minimo che ci si può attendere dal governo è che ne chieda le dimissioni o quantomeno cessi di considerarlo un interlocutore legittimato. E invece la sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali non solo accetta di incontrarlo ma se ne esce con un sorriso a 32 denti esprimendo grande soddisfazione. E chissenefrega del caso Schwazer, messo sotto il tappeto… Evidentemente la schiena dritta non è una qualità richiesta ai ministri del nostro governo! E non si dica che per gli eventi in programma non si poteva farne a meno. Si sarebbe potuto pretendere dal presidente della WADA un suo delegato o comunque un interlocutore alternativo.

Non è che CONI e FIDAL abbiano peraltro particolarmente brillato per spirito di iniziativa. Le carte del processo non sono state consegnate ai comitati etici di CIO, WADA e World Athletics come sarebbe stato doveroso, ma con uno in campagna elettorale (Malagò) e l’altro quasi in minoranza nel Consiglio federale per una legge elettorale assurda (Mei), dai presidenti di CONI e FIDAL si poteva pretendere qualcosa di più del minimo sindacale che pure hanno garantito?

Alla fine in trincea a difendere la dignità del nostro Paese in questa penosa vicenda restano solo i magistrati: la Procura di Bolzano ha finalmente avviato l’azione penale suggerita dall’ordinanza del 18 febbraio e ora c’è un PM che tenterà l’ardua impresa di individuare (65 mesi dopo!) i responsabili della porcata fatta a Schwazer. Auguri!



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