Cassazione, Csm conferma vertici Curzio-Cassano/ Mattarella stoppa Consiglio di Stato

- Niccolò Magnani

Vertici Cassazione, Csm conferma Pietro Curzio e Margherita Cassano: la “linea Mattarella” stoppa la sentenza del Consiglio di Stato, ma resta il caos nella magistratura

Mattarella e Curzio
Corte Suprema di Cassazione: Mattarella con i giudici Curzio e Salvi (LaPresse)

CASSAZIONE, CONFERMATI I VERTICI (CONTRO STOP CONSIGLIO DI STATO)

Alla fine passa la “linea Mattarella” sul caos Cassazione: alla presenza del Presidente del Csm, nonché Capo dello Stato, sono stati confermati alla guida della Corte di Cassazione i vertici “bocciati” dalla sentenza del Consiglio di Stato dello scorso venerdì.

Pietro Curzio presidente capo, Margherita Cassano presidente aggiunta della Cassazione: in questo modo il Consiglio Superiore di Magistratura ‘stoppa’ l’avanzata del Consiglio di Stato (del neo-eletto Franco Frattini). Il messaggio sobrio e netto di Mattarella al plenum non affronta la crisi manifesta dei vertici della magistratura ancora in questi ultimi giorni: «Mi limito a rivolgere gli auguri a Curzio e Cassano. Ringrazio il Consiglio per la rapidità con cui la commissione ha assicurato in questo modo la piena operatività di esercizio di due funzioni fondamentali per l’ordine giudiziario. Quest’occasione imprevista mi offre anche l’opportunità di ripetere al Consiglio e a ciascuno dei suoi componenti gli auguri più intensi per l’attività che il Csm svolgerà nei prossimi mesi con la presidenza del nuovo Capo dello Stato». 19 voti a favore, 3 contrari e 3 astensioni: questo, racconta “La Repubblica”, è il risultato del voto sulla conferma dei vertici di Cassazione “decapitata” dall’ultima sentenza del Consiglio di Stato. Astenuti i giudici di Unicost (Michele Ciambellini, Carmelo Celentano e Concetta Grillo), contrari invece i consiglieri Stefano Cavanna (laico indicato dalla Lega), Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo.

CRISI CSM, ORA COSA SUCCEDE

La duplice sentenza di una settimana fa aveva accolto il ricorso presentato dal giudice Angelo Spirito, convinto che le nomine di Cassano e Curzio fossero illegittime e scelte dal Csm nel 2020 dopo il “terremoto” nel mondo della magistratura a seguito dell’affaire Palamara. Veniva criticata la «sopravvalutazione delle esperienze professionali di Curzio» e la «prevalenza dei meriti» riconosciuti alla Cassano: in particolare, nel ricorso contro la nomina della Cassano a presidente aggiunto della Suprema Corte, il Consiglio di Stato aveva accolto la considerazione sulla «netta esperienza quantitativo-temporale dell’impegno svolto da Spirito che ha il ‘grado’ di presidente di sezione da 20 anni, contro i 13 della Cassano, e che è stato componente delle Sezioni Unite per 8 anni contro i 5 della sua ‘antagonista» (fonte ANSA). La fretta per il “cambio” inquilino al Colle imminente e l’apertura domani dell’anno giudiziario imponeva, secondo quanto riportato da “Il Riformista” e “La Repubblica” una risposta netta e drastica del Csm al caos generato dalla sentenza del Consiglio di Stato (per la seconda volta schieratosi contro il Consiglio Superiore di Magistratura sulla gestione delle regole meritocratiche dopo la nomina di Michele Prestipino alla Procura di Roma). Curzio ora sarà legittimato e in pieni poteri alla guida della Cassazione per aprire l’anno giudiziario, ma resta il problema enorme dello scontro interno alla magistratura tutto da “sciogliere” nei prossimi mesi: con un nuovo inquilino al Colle e, forse, anche con una nuova maggioranza in Parlamento.







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