Catalfo “Reddito di emergenza nel decreto di aprile”/ A chi spetta e come funziona

- Carmine Massimo Balsamo

Reddito di emergenza, l’annuncio del ministro Nunzia Catalfo: come funziona? “Procedura semplificata a tutte le famiglie in difficoltà”.

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Nunzia Catalfo (Lapresse)
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«Sto lavorando a un reddito di emergenza per far arrivare redditi con procedura semplificata a tutte le famiglie in difficoltà»: così il ministro del Lavoro Nunzio Catalfo a Unomattina, Governo al lavoro per fronteggiare le difficoltà economiche causate dall’emergenza coronavirus. Negli ultimi giorni si è parlato molto del decreto economico che arriverà a Pasqua e l’esecutivo si è diviso sul Rem: il Movimento 5 Stelle punta ad “estendere” il reddito di cittadinanza – così molto più vicino alle origini – ma il Mef e il Pd per il momento frenano. Il ministro Catalfo ha parlato di 3 miliardi di euro con «procedure semplificate» così da poterlo erogare in pochissimo tempo. «Nessuno deve rimanere indietro», ha sottolineato il ministro Dadone, ma a chi spetterà il Rem? E come funziona? Huffington Post spiega che l’idea è quella di dare 800 euro al mese a tre milioni di «invisibili», ovvero quei cittadini che non hanno stipendi, bonus o ammortizzatori sociali. Dunque, andrà presumibilmente a colf, badanti, babysitter, lavoratori stagionali e precari. Il Rem non è dunque previsto per chi già usufruisce del reddito di cittadinanza.

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CATALFO: “REDDITO DI EMERGENZA NEL DECRETO DI APRILE”

«Stiamo pensando di semplificare le procedure di accesso al reddito di cittadinanza, allargandolo a chi non ce l’ha, e senza le condizioni previste», aveva evidenziato il viceministro dell’Economia Laura Castelli pochi giorni fa, ma non è finita qui. Oltre al reddito di emergenza, il ministro del Lavoro ha evidenziato che per i liberi professionisti è allo studio «l’indennizzo per il mese di aprile e maggio con un suo ampliamento». Sulla cassa integrazione in deroga – al momento prevista per nove settimane – Nunzia Catalfo ha precisato che «verrà rifinanziata in modo importante e se necessario ampliata di ulteriori dettagli». E ancora: «Le parti sociali e l’Abi (Associazione bancaria italiana) hanno sottoscritto, alla mia presenza e su mio invito, la convenzione per l’anticipazione degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia. Un risultato molto importante grazie al quale milioni di lavoratori potranno vedersi riconoscere dalle banche una rapida anticipazione dell’importo del trattamento d’integrazione salariale che gli spetta».

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