Caterina Caselli/ “Il cancro? Malattia vissuta in privato, sotto la parrucca!”

- Valentina Gambino

Caterina Caselli spiega come ha vissuto la sua malattia e la conseguente caduta di capelli: tutto sotto la parrucca, in privato per non far soffrire sua madre.

Caterina caselli
Caterina Caselli

Caterina Caselli è stata intervistata sull’inserito Sette del Corriere della Sera. Una donna lei, da sempre votata ai cambiamenti, anche dolorosi, come questa volta. Capelli corti, colori naturale e il look faticosamente accettato dopo il duro periodo dedicato a prendersi cura della sua salute. Nella sua lista di talenti intanto, segnaliamo: Andrea Bocelli, Negramaro, Malika Ayane, Elisa, Raphael Gualazzi, Riccardo Sinigallia, Motta e Arisa. Questo suo rinnovamento però, non riguarda la musica. “È stato far di necessità virtù. Ho attraversato un lungo periodo difficile e, per quanto superato, ha un risvolto estetico, perdi i capelli. Poi ricrescono e ricrescono del tuo colore. Mi ha sorpreso vedermi così, e lì per lì non ero così decisa a lasciarli naturali. Anche Piero, mio marito, era per il no. Poi piano piano ho cominciato a sentirmi a mio agio. E oggi mi sento me, me stessa”. Durante il periodo della malattia portava una parrucca identica ai capelli che aveva prima, le serviva per non far capire a sua madre. “Che se ne è andata da qualche mese e per fortuna non si è accorta di niente. Non ha capito, stava male di suo”.

Caterina Caselli: “La mia malattia? L’ho vissuta sotto la parrucca!”

Caterina Caselli svela di avere vissuto la malattia in privato, in famiglia, sotto la parrucca. Poi piano piano mi è abituata. “Anche in ufficio non avevo detto niente, poi un giorno sono arrivata a una riunione, sono uscita dall’ascensore ed è partito un applauso, è stato il mio primo bagno di folla per quanto limitato, volevo fare una prova, vedere la reazione. Successivamente la celebre discografica, spiega di aver dovuto fare i conti con la malattia, specie per le cure, facendo molta leva sulla pazienza e trovando dentro tanta forza da stimolare anche se latente. “La forza va e viene, non puoi essere sempre al top. Ci sono momenti in cui non stai bene, e il dolore è ricattatorio”. In tutti questi anni per fortuna, la Caselli confida di non avere mai perso la fiducia. “Ho trovato all’Istituto dei Tumori medici che si prendono cura del paziente anche dal punto di vista psicologico!”.



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