Cdm su Recovery Plan/ Draghi telefona a von der Leyen e garantisce su riforme

- Niccolò Magnani

Cdm sul Recovery Plan slitta al primo pomeriggio: bozza Pnrr da 221,5 miliardi. Missioni, riforme e governance: la Cabina di regia a Palazzo Chigi, monitoraggio al Mef

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Seduta del Consiglio dei ministri (LaPresse)

+++ Il Cdm si è riunito alle ore 22 e ha visto l’informativa del Ministro Franco sul Recovery Plan (Pnrr + Fondo complementare): qui il comunicato di Palazzo Chigi e le altre decisioni prese dal Consiglio dei Ministri +++

Slitta ancora il Cdm che dovrà varare il Recovery Plan italiano. Ma mentre la maggioranza si scontra sugli ultimi ritocchi al Pnrr fonti di governo fanno sapere che il Consiglio dei ministri “si terrà sicuramente oggi”. Nel frattempo il premier Draghi ha avuto una telefonata con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e con il suo vice, il lettone Valdis Dombrovskis, ai quali ha garantito la coerenza del piano italiano con le linee indicate dalla Commissione per tutti i Paesi europei affinché possano avere accesso ai fondi. Il presidente del Consiglio ha inoltre rimarcato la centralità delle riforme – giustizia, pubblica amministrazione, semplificazione normativa e concorrenza più quella del fisco – decisive per il raggiungimento degli obiettivi fissati nelle oltre 300 pagine che compongono il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano. (agg. di Dario D’Angelo)

CDM RECOVERY PLAN: CONTE SPONSORIZZA IL SUPERBONUS

Il Cdm sul Recovery Plan si terrà nel primo pomeriggio: questo quanto risulta a Rai News a proposito del vertice originariamente in programma questa mattina. Proseguono senza sosta i dialoghi tra i partiti e va avanti il lavoro sulle tabelle del piano di investimenti, nonché con Bruxelles. Come già evidenziato, il nodo è legato al superbonus al 110%, ma Mario Draghi – spiegano fonti di maggioranza – ha rassicurato il M5s che non ci saranno modifiche nel Pnrr sullo stanziamento per la proroga al 2023.

Nella tarda mattinata è arrivato anche il commento dell’ex premier Giuseppe Conte: «Il superbonus 110% è una misura fondamentale per consentire non solo di salvaguardare il nostro Pianeta e abbattere in modo significativo le emissioni, ma anche per permettere a milioni di famiglie di risparmiare sui costi dell’energia e di rendere più sicure le proprie case sul piano antisismico. […] La presenza del superbonus nel Piano nazionale di ripresa e resilienza è quindi essenziale. Non possiamo permetterci di creare incertezza sul futuro di questa misura: si bloccherebbero i cantieri e le aspettative di milioni di famiglie e di migliaia di imprese e professionisti resterebbero inspiegabilmente disattese». Attese novità a stretto giro… (Aggiornamento di MB)

CDM SUL RECOVERY PLAN SLITTA ANCORA

Dopo la battaglia sul coprifuoco, proseguono le tensioni nel governo. Il Cdm sul Recovery Plan in programma questa mattina, sabato 24 aprile 2021, è stato rinviato: al momento non si conosce il nuovo orario e la data. Come riportano i colleghi di Adnkronos, un ministro ha confermato: «Non si sa quando si fa».

Secondo quanto ricostruito dall’agenzia di stampa, restano dei nodi da sciogliere: uno su tutti il superbonus 110%. Movimento 5 Stelle e Forza Italia sono in pressing per estendere la misura fino al 2023. Ma questo non è l’unico dossier a creare tensioni: dialogo in corso su liberalizzazioni e Quota 100. Attesi aggiornamenti nel corso delle prossime ore, ma filtra fiducia: il Consiglio dei ministri dovrebbe comunque svolgersi in giornata. (Aggiornamento di MB)

CDM SUL RECOVERY PLAN: CABINA DI REGIA A PALAZZO CHIGI

Il Consiglio dei ministri, che deve esaminare il Piano di ripresa e resilienza (Pnnr), sarà convocato a breve per domattina alle 10. Per quanto riguarda uno dei punti più controversi del Recovery Plan, il Governo ha deciso che la Cabina di Regia è istituita a Palazzo Chigi, con il coordinamento centrale e monitoraggio al ministero dell’Economia. Nella bozza che arriverà domani in Cdm si legge, infatti, che la Cabina dovrà verificare l’avanzamento del Piano e i progressi compiuti nella sua attuazione, monitorare l’efficacia delle iniziative di potenziamento della capacità amministrativa, assicurare la cooperazione con il partenariato economico, sociale e territoriale, interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità, proporre l’attivazione dei poteri sostitutivi, nonché le modifiche normative necessarie per la più efficace implementazione delle misure del Piano. Al Mef il ruolo di coordinamento centralizzato per l’attuazione del PNRR e di punto di contatto unico della Commissione europea. Nello specifico, il ministero dell’Economia gestirà il sistema di monitoraggio sull’attuazione del Pnnr, predisponendo e presentando alla Commissione europea la richiesta di pagamento. Invece, per quanto riguarda l’attuazione degli interventi, questi spettano alle Amministrazioni centrali, le Regioni e gli enti locali, sulla base delle competenze istituzionali, tenuto conto del settore di riferimento e della natura dell’intervento. (agg. di Silvana Palazzo)

CONSIGLIO DEI MINISTRI: I TEMI

Arriva oggi in Consiglio dei Ministri la bozza definitiva e bollata del nuovo Recovery Plan: il Governo Draghi si appresta a discutere e confrontarsi un’ultima volta prima dell’invio alle Camere del testo per l’informativa di lunedì e martedì del Premier Mario Draghi. Come ribadito ieri nell’ultimo pre-Consiglio tenutosi a Palazzo Chigi, non ci sarà oggi in Cdm (manca ancora la convocazione, avverrà probabilmente nel pomeriggio la riunione) un voto finale sulla bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ma arriverà solo una volta che Draghi lo avrà presentato in Parlamento. Diversi ancora i “nodi” da sciogliere prima della stesura definitiva, a cominciare dal “Superbonus”, il Cashback e la governance del piano da 221,5 miliardi di euro tra fondi Next Generation Eu (191,5 miliardi) e Fondo complementare al Pnrr (30mld).

SUPERBONUS
Nelle tabelle in circolazione i fondi a disposizione sono solo 18 miliardi: 10,26 già stanziati e 8,25 di risorse del fondo extra Recovery, dote però ritenuta non sufficiente per prorogare la misura al 2023. Al momento infatti il procedimento per consentire ristrutturazioni in ambito privato e non con notevole agevolazione fiscale è approvato fino al 30 giugno 2022 per le singole case e al 31 dicembre 2022 per i lavori riguardanti gli edifici condominiali. Il M5s assieme a Confindustria spinge per allungare la detrazione del 110% anche per tutto il 2023, ma al momento il MEF non lo avrebbe inserito come ulteriore copertura.

CASHBACK
Il Pnrr del Governo Conte includeva anche le misure di Cashless, tra cui il Cashback valevole fino alla fine del 2021, ma la nuova versione dell’esecutivo Draghi lo avrebbe tolto dal piano principale (anche dopo le contestazioni della Commissione Ue). Come riporta l’Huffington Post, «Il programma resta quindi attivo anche se il Governo sta valutando di introdurre alcuni correttivi sui micropagamenti che vengono utilizzati in modo improprio per entrare nella fascia dei primi 100mila e accedere così al super cashback da 1.500 euro».

GOVERNANCE
Discussioni anche qui su chi dovrà gestire, controllare ed effettuare le spese dei fondi in arrivo dal Recovery Fund europeo: il monitoraggio e la rendicontazione nella bozza del Pnrr sono affidate al MEF del Ministro Daniele Franco. Da lì passeranno tutte le comunicazioni con la Commissione Europea mentre sull’attuazione saranno i Ministeri e gli enti locali a realizzare gli investimenti e le riforme entro i tempi concordati, gestendo anche i soldi in modo efficace sotto l’egida della governance del Ministero di Economia e Finanza.

RECOVERY PLAN, COSA CONTIENE LA BOZZA

La bozza del Recovery Plan italiano che sbarca oggi in Cdm per un confronto preliminare vede per l’appunto 221,5 miliardi di euro come piatto globale di spesa, suddivisi in 6 missioni principali: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, con 42,5 miliardi; rivoluzione verde e transizione ecologica con 57 miliardi; infrastrutture per la mobilità sostenibile con 25,3 mld; istruzione e ricerca con 31,9 mld; inclusione e coesione con 19,1 mld; salute con 15,6 mld. I 30 miliardi del Fondo complementare (progetti extra finanziati da deficit e dunque non direttamente dal Recovery Fund per regole strette dell’Unione Europea) saranno invece così distribuiti: 12 miliardi alla missione “green” (di cui 8,25 al Superbonus), 6,13 per digitale e mobilità (banda larga, 5G da 1,4 mld e sistema controllo ponti, tunnel, viadotti da 1,15 mld), 3,25 miliardi andrebbero a progetti legati alla missione “Inclusione e Coesione” e 2,89 alla sanità. 6 missioni totali, 16 componenti per il Recovery Plan, 5 possibili riforme da accompagnare, con 135 investimenti specifici e 39 assi su cui sviluppare gli interventi: 2 riforme strutturali riguarderanno la Pubblica Amministrazione e la Giustizia, accompagnate però da altre 3 riforme “abilitanti” citate nella bozza Pnrr: semplificazioni, fisco, concorrenza.

GOVERNO DRAGHI, TUTTE LE PROSSIME TAPPE DEL PNRR

Il tempo stringe con la presentazione del Recovery Plan fissata per il 30 aprile che il Governo Draghi – ha ribadito ancora ieri nella riunione con i capidelegazione – vuole rispettare in pieno. Non ci sarà oggi un voto finale sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, bensì un ultimo confronto con i Ministri sul testo per provare ad eliminare tutti gli ultimi nodi. Lunedì 26 aprile il Presidente del Consiglio sarà alla Camera, martedì 27 aprile al Senato per le comunicazioni sul Pnrr in vista dell’invio a Bruxelles: tra martedì sera e mercoledì verrà convocato un nuovo Consiglio dei Ministri dove avverrà a quel punto il voto finale sul Recovery Plan e così il pieno rispetto della scadenza europea per l’inizio del testo definitivo. Come ha ribadito ieri il Premier Draghi intervento al Leaders Summit on Climate – evento organizzato dalla Presidenza Biden sull’emergenza climatica – «Dobbiamo cambiare il modo di lavorare e dobbiamo farlo rapidamente. Il Piano per la Ripresa dalla pandemia ci offre un’opportunità unica, quella di trasformare le nostre economie e realizzare un’economia più verde e inclusiva. Il nostro obiettivo è sostenere la transizione sostenibile in Europa e fare in modo che l’Ue raggiunga la neutralità climatica per il 2050».

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