“C’è una bomba a San Pietro”: allarme in Vaticano/ Telefonata anonima, area evacuata

- Alessandro Nidi

Allarme a San Pietro per una bomba: Basilica evacuata e chiusa al pubblico, sul posto artificieri e unità cinofile

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La basilica di San Pietro (LaPresse)

“C’è una bomba a San Pietro, dentro la Basilica”: sono state queste le parole pronunciate da una voce anonima nel corso di una telefonata ricevuta alle 12.40 di oggi, martedì 20 luglio 2021, dal centralino della polizia ferroviaria di Roma. Stando alle indiscrezioni raccolte, si sarebbe trattato di un uomo, il quale, camuffando il proprio timbro vocale, ha annunciato che a breve, nel luogo simbolo della Città del Vaticano, sarebbe esploso un ordigno, devastando l’architettonica bellezza della piazza più famosa del mondo.

Immancabilmente, si è optato per l’evacuazione dell’area e della chiusura della Basilica, che non ha riaperto fino alle 14 passate, al fine di consentire le operazioni di bonifica da parte dell’unità cinofila e degli artificieri, i quali hanno dapprima setacciato il perimetro del colonnato, passando poi alle aree restanti. Non è stato individuato fortunatamente nessun pericolo imminente: si è trattato di un falso allarme, capace unicamente di generare scompiglio e di impegnare le forze dell’ordine in operazioni di ricerca rivelatesi inutili, ma comunque sempre dovute e doverose di fronte alla possibilità della reale presenza di un ordigno.

ALLARME BOMBA A SAN PIETRO: TELEFONATA FAKE

L’allarme bomba a San Pietro si è rivelato fortunatamente essere infondato e dalle 15.30 la regolarità delle visite alla Basilica e della circolazione pedonale sul suo sagrato è stata completamente ripristinata, per la gioia dei fedeli e dei turisti. Peraltro, come ricordano i colleghi de “Il Messaggero”, una bomba era stata realmente trovata alcuni mesi fa nel centro di Roma, nei pressi di Campo de’ Fiori: il rinvenimento, avvenuto casualmente durante una serie di lavori all’interno di un’attività commerciale ubicata in via dei Cappellari, risale al 30 settembre 2020 e si trattava, in quella circostanza, di un ordigno da mortaio, risalente con ogni probabilità al periodo della Seconda Guerra Mondiale e situato a un metro di profondità..

Furono gli operai protagonisti del ritrovamento ad allertare i carabinieri, che intervennero con il loro gruppo artificieri e in sinergia con la polizia municipale, evacuando la carreggiata e un centinaio di residenti e negozianti.

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