Cei: “Scuole paritarie vittime di pregiudizi”/ Appello vescovi per libertà educazione

- Mauro Mantegazza

Cei: “Scuole paritarie vittime di pregiudizi”, l’appello dei vescovi per la libertà d’educazione che appare in pericolo a causa della crisi da Coronavirus.

scuole regole insegnanti
(LaPresse)
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Le scuole paritarie sono vittime in Italia di pregiudizi ingiustificati: la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana esprime una “forte preoccupazione“, già più volte ribadita in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, circa la loro stessa sopravvivenza nella situazione di crisi economica innescata dal Coronavirus.

I Vescovi italiani denunciano che in Italia la situazione delle scuole paritarie è grave anche a causa di “pregiudizi che non hanno ragione di essere” e che rischiano di affossare molti istituti paritari, se gli aiuti governativi dovessero limitarsi alla scuola statale, escludendo del tutto le scuole paritarie, sia pure a loro volta pubbliche e che svolgono un ruolo fondamentale per l’istruzione in Italia.

Le scuole paritarie, si legge in una nota della presidenza Cei, “svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità. Le forme di sostegno poste in essere dal Decreto Rilancio – in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia – ammontano a 65 milioni per le istituzioni scolastiche dell’infanzia e a 40 milioni per le scuole primarie e secondarie, a fronte di un miliardo e mezzo destinato alla scuola tutta”.

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APPELLO CEI PER LE SCUOLE PARITARIE

Cifre che la Cei ritiene troppo basse, insufficienti a salvare le tante scuole paritarie che rischiano seriamente di non riaprire a settembre. I Vescovi italiani chiedono di conseguenza un maggiore impegno al governo per aiutare l’intero settore dell’istruzione pubblica, del quale le scuole paritarie fanno parte allo stesso modo di quelle statali: “Si tratta di un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico”.

La Cei dunque ricorda il valore educativo delle scuole paritarie, ma ne rivendica anche l’importanza per tenere in piedi l’intero sistema scolastico italiano, che senza di esse potrebbe subire un colpo durissimo in una contingenza già molto difficile come quella legata alla pandemia di Coronavirus.

“Le scuole paritarie permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro”, aggiunge infatti la Conferenza episcopale.

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CEI: BORSE DI STUDIO PER ALUNNI SCUOLE PARITARIE

La Presidenza della Cei chiede dunque in modo chiaro che “non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie”. La Chiesa italiana è dal canto suo pronta a fare la propria parte per sostenere gli studenti delle scuole paritarie e le loro famiglie: la Cei infatti comunica nella stessa nota che sta verificando “la possibilità di contribuire a sostenere alcune migliaia di studenti della scuola paritaria secondaria di I e II grado: un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà, da imputarsi al bilancio Cei del 2020″.

Questo aiuto si concretizzerebbe in “circa 20mila borse di studio, che agevolino l’iscrizione al prossimo anno scolastico, a tutela – per quanto possibile – di un patrimonio educativo e culturale unico”.

L’esortazione dei vescovi in favore della libertà di educazione e in sostegno delle scuole paritarie si conclude dunque con un appello accorato: “Uniamo le forze, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non far venir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentre in Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere“.

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