Celentano su Fabrizio Corona/ “Assassini liberi e con lui vi accanite per antipatia”

- Silvana Palazzo

Adriano Celentano, nuova lettera su Fabrizio Corona, ma stavolta è per i giudici: “Assassini che fanno a pezzi persone liberi e con lui vi accanite per antipatia. Io ho un’idea…”

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Adriano Celentano (Lapresse)

Nuova lettera di Adriano Celentano sul caso Fabrizio Corona. Stavolta però non è rivolta all’ex re dei paparazzi, ma alla Sorveglianza di Milano. «Cari giudici di Corona. Con un tipo un tantino esuberante come Fabrizio forse anch’io, nei vostri panni, avrei perso la pazienza… Ma poi non avrei dimenticato che sono un GIUDICE… E un giudice non può essere schiavo delle proprie antipatie personali». Dunque, il cantante scende nuovamente in campo, schierandosi dalla parte dell’ex agente fotografico, il quale è convinto di essere vittima dei pregiudizi dei magistrati. «Mi rendo conto che non è facile separare certi sentimenti. Però, non fino al punto da non tener conto degli stati d’animo di un condannato. Specie se questi riguardano aspetti gravi della sua salute», ha proseguito l’artista, che ha condiviso la sua lettera sui social.

Adriano Celentano si è fatto poi portavoce del «sentire comune degli italiani» quando parlando del comportamento dei giudici ha spiegato che «risulta come un vero e proprio accanimento su una persona alquanto disperata e tremendamente indebolita per le sue condizioni instabili».

ADRIANO CELENTANO SCRIVE AI GIUDICI SU FABRIZIO CORONA

Fabrizio Corona per Adriano Celentano è vittima di un accanimento. Infatti, nella sua lettera scrive che non va dimenticato il fatto che «l’accanito, ridendo e scherzando, ha già scontato 8 anni di carcere». Una situazione che per l’artista «stride violentemente con una giustizia dove purtroppo non si contano i casi in cui al posto di un sano ergastolo, si lasciano liberi individui che fanno a pezzi le persone». Per questo, rivolgendosi nuovamente ai giudici, il “molleggiato” ha spiegato che per come la vede lui «un giudice non lo si può chiamare giudice, se prima di essere un giudice, non è un uomo infinitamente buono», perché solo così «sarà in grado di esaminare, non solo le grandi, ma anche le minime sfaccettature di un reato».

Quindi, per Adriano Celentano i magistrati che si sono occupati di Fabrizio Corona stanno «trascurando l’aspetto più importante della vostra missione». E quindi ha concluso scrivendo che forse stanno trascurando «anche le condizioni alquanto drammatiche di Fabrizio Corona. Ma io ho un’idea…».

 

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