Centemero, “Fondo sovrano contro la crisi”/ “Con modello Irlanda e capitali privati”

- Raffaele Graziano Flore

Giulio Centemero ,”Un fondo sovrano italiano per uscire dalla crisi”. Il deputato della Lega su Milano Finanza: “Seguire il modello Irlanda e favorire il crowding attraendo capitali privati”

Salvini e Centemero
Lega, Giulio Centemero e Matteo Salvini (Facebook)

Giulio Centemero, deputato della Lega e capogruppo del partito di Matteo Salvini in Commissione Finanze alla Camera, ha scritto quest’oggi al quotidiano Milano Finanza una lettera che è anche un lungo intervento in cui a suo dire non servirebbero “nuovi veicoli dello Stato” per investire nell’economia reale bensì valorizzare ciò che c’è già di esistente. Il 41enne politico originario di Milano sostiene nel pezzo, pubblicato nella sezione Commenti & Analisi, che per uscire dalla crisi la ricetta è quella di lanciare un fondo sovrano tutto italiano, una vecchia proposta presentata dalla Lega.

Inserendosi sul dibattito, innescatosi proprio su MF, a proposito dei fondi sovrani, Centemero sostiene che si debba fare innanzitutto chiarezza sulle definizioni: “Non ne esiste una ufficiale ma possiamo affermare con ragionevole certezza che si tratta di un’istituzione partecipata dello Stato e costituita per fare gestione patrimoniale autonoma rispetto alla politica e alle altre istituzioni finanziarie dello stesso”. Nel suo intervento Centemero spiega che i fondi sovrano generalmente nascono dall’accumulazione della rendita petrolifera o degli avanzi commerciali ma che quelli più recenti sono fondi strategici perché consentono all’economia di svilupparsi attraverso politiche mirate di investimento. “Nessuna delle proposte che ho letto si sofferma sui temi di governance (…) inoltre tali proposte prevedono un coinvolgimento del risparmio privato anche di natura retail che, tuttavia, si potrebbe malconciliare con la natura stessa di questi strumenti”.

CENTEMERO, “PER USCIRE DALLA CRISI SERVE UN FONDO SOVRANO CHE…”

Partendo da questo aspetto e dal fatto che il singolo contribuente potrebbe non avere alcun interesse ad alimentare un fondo sovrano dato che le somme non sarebbero protette e remunerate, il deputato leghista aggiunge che la creazione del suddetto fondo non potrebbe essere nemmeno finanziata con i 44 miliardi a debito del patrimonio. “Vedo inoltre spesso citato l’esempio norvegese associato alla finalità di finanziare l’economia reale italiana” continua Centemero che, escludendo questo caso, propone una soluzione che a suo avviso parta dalla semplificazione dell’esistente.

Invece di aggiungere un nuovo attore forse dovremmo consolidare gli esistenti al fine di creare un one-stop-shop per promuovere l’investimento diretto in Italia oltre che promuovere la collaborazione gov-to-gov su progetti strategici tramite forme di coinvestimento con altri fondi internazionali e investitori istituzionali” scrive Centemero che porta ad esempio “la piccola Irlanda” col suo Irish Strategic Investment Fund. E tra i principi che devono ispirare le scelte di investimento nei fondi strategici cita la “focalizzazione su quei progetti che non si potrebbero realizzare senza l’utilizzo di capitale pubblico (…) La struttura finanziaria dovrebbe favorire il crowding in cioè l’attrazione di capitali privati attraverso geometrie asimmetriche” e poi conclude alludendo al caso Corneliani in cui “il Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti è riuscito nella rara alchimia di far coinvestire pubblico e privato nell’ambito di una crisi aziendale”.

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