Centrodestra: “Berlusconi al Quirinale”/ Stop proporzionale e incontri settimanali

- Niccolò Magnani

Centrodestra, il ‘patto delle pere’: uniti per il Quirinale, la Manovra e la legge elettorale. “Si a Berlusconi (ma restare compatti), no al proporzionale”

Vertice Centrodestra
Vertice Cdx a Villa Grande: Salvini, Meloni e Berlusconi (LaPresse, 2021)

Lo chiamano già il “patto delle pere” e sarebbe il punto di nuovo inizio trovato ieri dai tre leader del Centrodestra nazionale – Berlusconi, Salvini e Meloni – per ripartire dopo il “cappotto” subito alle Elezioni Comunali: sfruttando la nuova passiona culinaria del Cavaliere, i tre leader di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno messo a punto ieri i nuovi “punti” del programma da qui fino alle prossime Elezioni Politiche nel 2023.

Primo, essenziale, passaggio politico cui prestare attenzione è inevitabilmente l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica a gennaio 2022: sul Quirinale gli alleati del Cav. Salvini e Meloni hanno promesso, «Se riterrai di avere possibilità di essere eletto, perché non avrebbe senso usare il tuo nome per una candidatura di bandiera, magari dalla quarta votazione in poi, noi ci saremo». Giorgia Meloni ha poi messo i puntini sulle “i” avvertendo soprattutto il campo di Forza Italia: «Noi sosterremo il candidato comune, che sia tu o altri: l’importante è che alla fine nessuno si sfili e faccia un’intesa con la sinistra…». La corsa resta molto difficile tra candidati di Centrosinistra (Prodi, Franceschini, Veltroni), autonomi (Draghi) e sorprese dell’ultimo momento (Casini o il secondo mandato di Mattarella): gli scenari sono diversi ma il Centrodestra vuole raggiungere l’obbiettivo in maniera coesa e unita, evitando di sfibrarsi ulteriormente prima delle Politiche.

IL PATTO DEL CDX SULLA LEGGE ELETTORALE

La “tramvata” presa alle Amministrative costringe ora il Centrodestra nazionale a serrare i ranghi e provare a consolidare il vantaggio in termini di numeri senza perdersi per strada come avvenuto nelle Comunali e, in maniera macroscopica, con l’ingresso di due partiti su tre nel Governo Draghi. Proprio con l’esecutivo verranno gli appuntamenti più delicati: la Manovra di Bilancio (ieri Salvini ha ammesso di voler presentare una proposta unitaria, con anche FdI, per la Finanziaria) e poi la legge elettorale. «No alla legge proporzionale, sarebbe la fine del Centrodestra», hanno tuonato Lega e FdI in casa di Berlusconi a Villa Grande (secondo il racconto fatto oggi sul “Corriere della Sera”), in una sorta di accordo che li vede a sostegno per il Quirinale per poi ottenere la “fedeltà politica” in termini di nuova legge elettorale. Al momento l’asse sul maggioritario sembra stabile in casa Cdx, come indica il comunicato unitario conclusivo «Il centrodestra intende continuare a lavorare come coalizione e ha confermato conseguentemente la propria indisponibilità a sostenere un cambiamento della legge elettorale in senso proporzionale. Intende muoversi compatto e per tempo per preparare i prossimi appuntamenti elettorali e politici, con particolare attenzione all’elezione del prossimo presidente della Repubblica». Si sono accordati per un incontro a settimana per aggiornarsi di volta in volta sull’evoluzione di accordi e punti in agenda. Non resta che capire se i gruppi parlamentari remeranno tutti dalla stessa parte o se – come avviene in queste ore tra le file di Forza Italia, in subbuglio per una “semplice” nomina del nuovo Capogruppo alla Camera – le divisioni proseguiranno anche nei prossimi decisivi mesi.



© RIPRODUZIONE RISERVATA