“Cerco mamma che mi abbandonò”/ Orfana di Como malata di cancro potrebbe curarsi se..

- Alessandro Nidi

Dalla Lombardia giunge lo straziante appello di un’infermiera malata di cancro: “Potrei curarmi, ma serve la mia mappatura genetica”

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Ci sono storie che strappano più di una lacrima anche a chi ha il dovere di raccontarle e questa è davvero una di quelle. Protagonista della vicenda è un’orfana di Como di 47 anni (è nata il 23 marzo 1973), di professione infermiera e di nome Daniela Simoni, anzi Daniela Molinari. Quest’ultimo, infatti, è il cognome che la donna ha assunto dopo essere stata adottata da una famiglia di Milano, esattamente a due anni di distanza dall’abbandono da parte della sua vera madre presso l’orfanotrofio delle suore di Rebbio.

Adesso, quella bambina ormai divenuta una signora e madre di due figli (rispettivamente di 23 e 9 anni), ha deciso di mettersi sulle tracce di colei che l’ha partorita. Non per sete di conoscenza circa la sua nascita (che, peraltro, sarebbe più che comprensibile), bensì per un’esigenza fisica, di salute: Daniela Molinari è infatti malata di tumore, ormai da tre anni purtroppo. I medici che la stanno curando le hanno proposto un’immunoterapia sperimentale nata in Svizzera, che si basa sulla mappatura genetica, ma serve almeno uno dei due genitori.

ORFANA DI COMO: “MAMMA, SALVAMI LA VITA”

Ecco perché, ora più che mai, per Daniela Molinari, orfana di Como, risalire alla sua vera madre è fondamentale, anzi: è una ragione di vita o di morte. Per questa ragione la donna ha lanciato un appello sulle colonne della “Provincia di Como”, nella speranza che chi l’ha messa al mondo si riconosca e possa intervenire per aiutarla: Non le chiedo di sapere chi è, né di conoscerla se lei non lo desidera. Chiedo solo che accetti di sottoporsi a un prelievo di sangue che potrebbe salvarmi la vita”, ha asserito l’infermiera 47enne. Certo, l’impresa è ardua, in quanto sono passati ormai molti anni e non si conosce quale sia stato il destino della sua mamma naturale, ma il tentativo è più che giustificato e anche noi sogniamo con tutto il cuore che possa essere scritto un lieto fine a questa vicenda. Purtroppo, la madre di Daniela non ha trascritto il proprio nome sui documenti e, al momento dell’abbandono di sua figlia in orfanotrofio, aveva effettuato esplicita richiesta di cancellazione dei dati sanitari. Un cuore di mamma, però, sa cogliere certi segnali e anche in questo caso speriamo di non essere smentiti.



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