CESARE BATTISTI, CASSAZIONE CONFERMA ERGASTOLO/ “No commutazione pena a 30 anni”

- Dario D'Angelo

Cesare Battisti, Cassazione conferma ergastolo: inammissibile il ricorso della difesa che chiedeva commutazione della pena a 30 anni di reclusione.

Cesare Battisti
Cesare Battisti (LaPresse, 2019)

Ergastolo confermato per Cesare Battisti. La prima sezione penale della Cassazione, dopo una camera di consiglio svolta oggi, ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa dell’ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo) contro l’ordinanza con cui, il 17 maggio scorso, la Corte di Assise di appello di Milano aveva negato che la pena dell’ergastolo fosse commutata in 30 anni di reclusione sulla base degli accordi bilaterali tra Italia e Brasile, Paese in cui non è previsto il carcere a vita, a differenza che in Bolivia dove Battisti si trovava al momento dell’arresto. Cesare Battisti, catturato lo scorso 13 gennaio nella città boliviana di Santa Cruz dopo 37 anni di latitanza, è stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi compiuti alla fine degli anni Settanta.

CESARE BATTISTI, CASSAZIONE CONFERMA ERGASTOLO

La Cassazione ha dunque ritenuto giusta la decisione da parte della Corte di Assise di appello di Milano che aveva rifiutato la commutazione della pena dell’ergastolo per Cesare Battisti in 30 anni di carcere. Come riportato da “Il Fatto Quotidiano”, la Suprema Corte ha sottolineato che le questioni sollevate nel ricorso depositato dagli avvocati dell’ex latitante e poi respinto “concernevano la persistente efficacia dell’accordo di commutazione della pena stipulato tra le Autorità italiane e brasiliane, in vista dell’estradizione dal Brasile, poi non avvenuta (Battisti alla fine venne consegnato all’Italia dalla Bolivia, ndr), nonché la legittimità della procedura culminata nell’espulsione del condannato dalla Bolivia“. Cesare Battisti è attualmente detenuto in carcere ad Oristano.



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