Cesare Battisti “minacce da Isis”/ Difesa “ora è in carcere con terroristi islamici”

- Emanuela Longo

Cesare Battisti avrebbe subito minacce dall’Isis: le rivelazioni del suo avvocato e la paura per i soggetti che oggi sono in carcere con lui in Calabria

Cesare Battisti è atterrato a Ciampino
Cesare Battisti è atterrato a Ciampino

Tornano nuovamente ad accendersi i riflettori su Cesare Battisti, l’ex terrorista fino al 2019 latitante e che nei giorni scorsi ha lasciato il carcere di Oristano per essere trasferito nella casa di reclusione di Rossano, in Calabria. Dopo aver denunciato tramite il suo legale di essere “sotto sequestro” dallo scorso gennaio, “prima in Bolivia e ora in Sardegna”, giungono adesso sempre tramite il suo difensore nuove informazioni sulla sua condizione di detenuto. “Cesare Battisti non si trova bene a Rossano, con personaggi dell’Isis detenuti in Alta Sicurezza, con i quali non si può certamente relazionare”: a parlare così, all’AdnKronos, è stato l’avvocato Gianfranco Sollai, difensore dell’ex terrorista, il quale ha svelato anche ulteriori dettagli choc sul conto del suo assistito. Secondo l’avvocato Sollai, infatti, Battisi “ha subito minacce dall’Isis nel 2004 e nel 2015, per aver espresso pubblicamente le sue idee sui terroristi islamici, mentre si trovava in Brasile”. A tal proposito, ha aggiunto, il suo assistito starebbe attualmente scrivendo un libro avente come tema centrale proprio l’Isis.

CESARE BATTISTI “MINACCIATO DALL’ISIS”: LE PREOCCUPAZIONI DELLA DIFESA

Non solo personaggi legati al terrorismo islamico presenti nel medesimo penitenziario di Rossano. Ciò che preoccupa particolarmente la difesa di Cesare Battisti è l’impossibilità di avere contatti con lui da quando si trova detenuto in Calabria. Nè l’avvocato Sollai nè il collega Davide Steccanella, spiega AdnKronos, sarebbero stati in grado di sentire l’ergastolano. “Per quanto riguarda me, sembra che ci sia un problema legato al mio numero di cellulare e al contratto con la compagnia telefonica”, ha spiegato Sollai, ritenendo però la spiegazione alquanto “curiosa” dal momento che “prima che fosse trasferito, non c’è mai stata alcuna difficoltà a sentirci telefonicamente e che con il detenuto viene trasferita anche la sua ‘pratica’, con tutti i dati suoi e dei legali”. Il legale ha poi aggiunto che, rispetto alle notizie in suo possesso e giunte dalla famiglia di Cesare Battisti, “le informazioni che ho non sono buone”.

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