Cesare Battisti su Lula e Morales: “Traditori indegni”/ La lettera dell’ex terrorista

- Chiara Ferrara

Cesare Battisti, condannato all’ergastolo, scrive dal carcere una lettera contro Lula ed Evo Morales, definendoli dei “traditori indegni”

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Evo Morales (Lapresse)

Cesare Battisti, ex terrorista attualmente detenuto nel carcere di Corigliano Calabro, ha scritto una lettera a Folha De Sao Paulo in cui punta il dito contro Lula ed Evo Morales, definendoli “traditori indegni” per averlo scaricato e consegnato all’Italia. A riprenderne il contenuto della missiva è stato Il Giornale, che evidenza come venga criticata aspramente la sinistra in generale.

In particolare, parole molto dure sono state rivolte a Lula. “Sappiamo tutti che è capace di tutto pur di rimettere la fascia presidenziale. Un animale politico che non si smentisce mai”, scrive nella lettera dal carcere. Cesere Battisti crede infatti che abbia ha deciso di “tradirlo” per riconquistare quei voti di destra che nel 2018 sono andati a Jair Bolsonaro. “Gli hanno consigliato di farlo e non ha esitato”. Non sono da meno inoltre le accuse rivolte a Morales. “Evo si è venduto senza scrupoli. Un gesto spregevole di un uomo indegno”, si legge nella missiva dell’ex terrorista.

Cesare Battisti su Lula e Morales: “Traditori indegni”. La vita nel carcere di Corigliano Calabro

Cesare Battisti, all’interno della lettera a Folha De Sao Paulo in cui accusa Lula ed Evo Morales di essere dei “traditori indegni”, ha parlato della sua attuale vita. L’ex terrorista si trova nel carcere di Corigliano Calabro, dove sta scontando l’ergastolo, da gennaio 2019, quando è stato estradato dalla Bolivia. “La zona Isis di Rossano è un vero inferno e una tomba. Ci sono stati messo apposta, nelle mani di un comandante sadico che non ha mai perso occasione per ricordarmi che sono stato mandato a marcire fino alla fine dei miei giorni”, scrive in merito come riportato da Il Giornale. Proprio nei giorni scorsi il criminale italiano ha annunciato l’intenzione di condurre un secondo sciopero della fame.







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