Charles Dickens misogino e violento?/ “Picchiava la moglie e aveva istinti omicidi”

- Raffaele Graziano Flore

Charles Dickens misogino e violento? Il lato oscuro del romanziere in un saggio di Andrew Norman Wilson: l’autore del “Canto di Natale” avrebbe avuto anche istinti omicidi e con le amanti…

Charles Dickens
Charles Dickens (Web. 2020)

Charles Dickens, uno dei più grandi romanzieri di tutti i tempi nonché giornalista e reporter di viaggio non era altro che un uomo ossessionato dal sesso e circondato da amanti, oltre che sovente violento con sua moglie che in pratica viveva con lo scrittore inglese da separata in casa: è questo il clamoroso e, per certi versi, inedito ritratto che emerge in un saggio già oggetto di polemica e che dipinge in modo nuovo la figura dell’autore del “Canto di Natale”, Oliver Twist”, David Copperfield” e tanti altri capolavori: in “The Mistery of Charles Dickens”, pubblicato per i tipi di Atlantic, l’autore Andrew Norman Wilson fa letteralmente a pezzi l’immagine di Dickens quale scrittore che aveva “inventato il Natale” oltre che cantore della famiglia e dei suoi legami, descrivendolo come un vero e proprio maniaco sessuale che non solo odiava sua madre ma picchiava spesso la moglie e che, almeno stando alla sua versione, morì prematuramente anche forse a causa di una delle relazioni extra-coniugali che aveva. In attesa di recensioni critiche sul saggio di Wilson, a 150 anni esatti dalla morte di Dickens emerge un Charles non solo bizzarro e stravagante come tutti lo conoscevano ma anche una persona che amava il controllo sessuale con le sue innumerevoli amanti di cui si circondava.

IL ‘LATO OSCURO’ DI DICKENS? VIOLENTO E MISOGINO: CONTROLLAVA LE AMANTI E…

Nella sua ricerca, contestata già da alcuni studiosi, Wilson fa emergere un Charles Dickens molto più debole di quanto non si immaginasse e profondamente misogino a suo dire: ad esempio l’autore spiega che l’odio viscerale del romanziere per la madre Elizabeth nacque quando quest’ultima gli impedì di proseguire con la scuola e a soli 12 anni lo spedì a lavorare in fabbrica dopo che il padre era finito in carcere a causa di una vicenda di debiti non saldati. Una vicenda che il giovane Charles non dimenticherà mai: ma nel saggio viene messo in risalto il burrascoso rapporto con la moglie Catherine (e che secondo Wilson influenzerà i grandi personaggi femminili delle sue opere) e con le sue amanti. Destano più spavento i passaggi in cui Wilson accenna agli “istinti omicidi” di Dickens e sui quale pare che il diretto interessato scherzasse molto, anche in pubblico. Tuttavia, se il suo matrimonio andava a rotoli, nemmeno con i suoi flirt le cose andavano benissimo tanto che lui con loro esercitava una specie di dominio sessuale cercando di avere il controllo della vita di queste donne di passaggio nella sua vita (a volte anche diciottenni o molto più giovani di lui, come Nelly Ternan). Secondo Wilson, Dickens morì quel 9 giugno del 1870 durante una visita alla casa di Peckham che aveva comprato per Nelly dopo essersi sentito male: la ragazza riuscì poi a farlo arrivare a casa di lui per evitare uno scandalo pubblico, e il romanziere si spense poco dopo prematuramente all’età di 58 anni.

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