Chef Rubio a Salvini/ “Prima o poi ci incontreremo faccia a faccia, non dalla D’Urso”

Chef Rubio risponde a Matteo Salvini: “Prima o poi ci incontreremo faccia a faccia, ma non da Barbara d’Urso”

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Chef Rubio

Puntata numero indefinito della querelle a distanza fra Chef Rubio, noto cuoco di numerosi programmai televisivi di Real Time, e l’ex ministro dell’interno nonché leader della Lega, Matteo Salvini. Attraverso la propria pagina Twitter, Gabriele Rubini (questo il vero nome dello chef), ha replicato al leghista dopo che quest’ultimo aveva postato una foto dello stesso con la didascalia: “E’ ufficiale: bisogna riaprire i manicomi. Rubio ha replicato per le rime, come riferisce Blitzquotidiano.it: “Solo i vigliacchi senza palle come te possono scrivere impunemente con così tanta insensibilità di carcere, detenuti, manicomi e malattie mentali. Prima o poi ci incontreremo faccia a faccia e ti farò vergognare d’esistere. No @matteosalvinimi, non sarà dalla D’urso. Spregevole”. Un guanto di sfida quello di Rubio a Salvini, a conferma di quanto i due siano veri e propri nemici dichiarati a causa delle idee politiche, soprattutto in tema di immigrazione, completamente all’opposto.

CHEF RUBIO FRA SALVINI E LE DIETE: “HO MESSO SU 12 CHILI”

Gabriele Rubini è stato intervistato quest’oggi anche dai microfoni del Corriere della Sera, e nell’occasione ha parlato delle stranezze che avvengono nei suoi programmi: “Le ‘follie nutrizionali’ dei miei programmi? In pochi mesi di riprese ho messo su 12 chili e ho iniziato ad avere problemi di salute. In quella fase di sovrappeso mi sono ritrovato in difficoltà fisica ma non sono ricorso a una dieta specifica magari scegliendola su internet. Molto meglio rivolgersi a un nutrizionista quando è necessario”. Rubio racconta di come sulle tavole italiane ormai non si mangi quasi più italiano: “Ci stiamo ‘americanizzando’ – prosegue – con caffetterie e take away e ci affidiamo alla peggiore qualità di cibo. Se un popolo vive solo di olio di palma non puoi imporgli di eliminarlo perché abbiamo deciso che è dannoso”. Secondo Rubio servirebbe un’educazione alimentare a casa: “dove certi genitori – argomenta – dicono ai figli che il cous cous è roba da scimmie”.



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