Cherif Karamoko “Mio fratello morto in mare”/ “Io catturato e torturato nel deserto”

- Hedda Hopper

Cherif Karamoko “Mio fratello morto in mare”, il racconto choc a Verissimo oggi pomeriggio su Canale5: “Svenni e mi risvegliai in Italia..”

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Quella di Cherif Karamoko è una storia a dir poco drammatica. Ospite a Verissimo, il calciatore originario della Guinea Francese racconta di una vita fatta di gravi lutti e difficoltà indicibili. Dopo la morte del padre, ucciso in guerra, e della madre per Ebola, Cherif decide di partire ma nel deserto viene catturato e torturato. Sarà suo fratello a salvarlo poi, insieme a lui, partirà alla volta dell’Italia e lì l’ennesima tragedia: “Eravamo 143 su una barca che può portarne solo 60. La notte, era mezzanotte, hanno iniziato ad imbarcare i ragazzi. Eravamo troppi. Hanno iniziato ad ammazzare i ragazzi che dovevano salire. Non c’era spazio, ad un certo punto la barca si è rotta davanti. C’era chi, come mio fratello, faceva uscire l’acqua ma alla fine non ce l’ha fatta… In acqua ho bevuto tanta benzina, mio fratello mi ha dato il salvagente che aveva poi però è scomparso e non l’ho più visto.” (Aggiornamento di Anna Montesano)

Cherif Karamoko e la morte di suo padre in guerra

Cherif Karamoko, ospite a Verissimo, racconta la sua drammatica vita a Silvia Toffanin. Si parte dall’infanzia: “Eravamo poveri, mangiavamo ma non fino ad avere la pancia piena. Mangiavamo una volta al giorno con un panino o qualcosa da portare a scuola. Eravamo contenti comunque.” La prima perdita arriva con la morte di suo padre nel corso della guerra scoppiata in Guinea nel 2013: “Mio padre perde la vita ucciso da un colpo di pistola durante la guerra.” Da lì il dramma di suo fratello: “Mio fratello era forte, anche mentalmente. Poi quando è morto mio padre se n’è andato, nessuno sa dove fosse sparito. Poi qualche anno dopo ha chiamato, abbiamo parlato..” Il fratello, purtroppo, morirà in mare, durante un viaggio della speranza. Poco dopo sarà sua madre a morire per colpa dell’ebola. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Cherif Karamoko, il drammatico racconto della sua vita

Lo sportivo racconta per la prima in televisione, a Verissimo, la sua storia di dolore e riscatto e le lacrime non mancheranno. Di chi stiamo parlando? Del calciatore Cherif Karamoko che oggi sarà ospite di Silvia Toffanin per raccontare del suo viaggio della speranza ma anche delle torture e della prigionia che lo lacerato strappandogli via suo fratello. Lui stesso racconterà oggi nel talk show di Canale5 del suo viaggio in barca, lo stesso che ha causato la morte dell’amato fratello: “Su quella barca potevano starci 60 persone, ma noi eravamo in 143. Era piena, non ci stavamo, ma chi aveva organizzato il viaggio era armato e ci ha spinto a forza tutti dentro”. Classe 2000, oggi ventenne, Cherif Karamoko arriva dalla Guinea, Paese dal quale è scappato per via della guerra, con la speranza di trovare una vita migliore in Italia dove, proprio due anni fa, ha esordiato in serie B nel Padova.

Cherif Karamoko “Mio fratello morto in mare”, il racconto choc a Verissimo oggi

A Silvia Toffanin, però, in lacrime, Cherif Karamoko racconterà la sua vita e il grande dolore per aver visto le onde portare via suo fratello. In quei giorni hanno provato a fuggire dalla guerra in Guinea, hanno attraversato il deserto per arrivare a Tripoli e poi sono saliti su quel barcone che però, ormai quattro anni fa, è affondato nel Mediterraneo: “Una notte, abbiamo iniziato ad imbarcare acqua. A quel punto è nata una battaglia disperata per accaparrarsi i salvagenti”. Da lì a poco la barca affondò e così a quel punto solo alcuni sono riusciti a salvarsi e tra quelli non c’era suo fratello: “Ero senza forze, faceva freddissimo e avevo bevuto un sacco di benzina. All’improvviso mio fratello mi ha allungato un salvagente e mi ha detto di tenere duro, che sarebbe arrivata la nave italiana a salvarci. Mi ha detto di salvarmi perché dovevo giocare a calcio. Lui era al mio fianco e non mi sono accorto quando è scomparso nelle onde. Sono svenuto e mi sono risvegliato in ospedale in Italia”. Un dolore terribile e una storia che sicuramente non è unica nel suo genere alla luce di quello che succede in mare molto spesso. Cos’altro rivelerà il calciatore oggi pomeriggio?



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