Chiamata veloce, oggi scadenza presentazione domanda/ Scuola, rischio carenza docenti

- Mirko Bompiani

Chiamata veloce, oggi – 2 settembre 2020 – scadono termini per presentare domanda: preoccupa il possibile buco di professori.

gabriele toccafondi
Aula scolastica, immagine di repertorio (Pixabay, 2020)

Riapertura scuola al via, ma attenzione alla possibile carenza di insegnanti. Oggi, mercoledì 2 settembre 2020, è il termine ultimo per presentare la domanda per la chiamata veloce, che permette ai docenti con titoli per entrare di ruolo di fare domanda da altre regioni sui posti rimasti vacanti. Fino alle ore 23.59 di oggi sarà possibile presentare domanda per la “chiamata veloce”, opportunità importante per chi aspira al ruolo di insegnante e non ha trovato posto nella propria provincia-regione. Come messo in risalto da Orizzonte Scuola, l’applicazione è destinata a tutti i candidati presenti nelle graduatorie dei concorsi e agli aspiranti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento.

Chiamata veloce, oggi scadenza presentazione domanda

Come riporta Sky Tg 24, la misura introdotta con il decreto scuola potrebbe non bastare per risolvere i problemi. La conferma arriva dai sindacati: Uil Scuola ha reso noto che solo in Regione Campania resteranno vuoti quasi la metà dei posti messi a disposizione, 2.500 posti sui 4.600 autorizzati. Stesso discorso anche per le altre regioni: dalla Lombardia all’Emilia Romagna, passando per Veneto e Puglia. Il segretario di Uil Scuola, Pino Turi, ha evidenziato: «La chiamata veloce non andrà a incidere sul precariato che resta dramma».

Turi ha poi messo in evidenza che il timore sul ritorno a scuola è legato anche all’incertezza delle comunicazioni, soprattutto per chi si sente minacciato al punto di vista della salute. Il leader di Uil Scuola ha aggiunto: «In questi giorni gran parte dei docenti si incontra da remoto ma le questioni esploderanno al momento di rientrare in servizio e questo perché mancano certezze. Abbiamo bisogno di indicazioni e regole per i lavoratori fragili: i dirigenti non possono operare in modo differente».

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