Chiara Ferragni agli Uffizi pagata?/ Eike Schmidt “No, è Vogue che ha pagato noi”

- Emanuela Longo

Chiara Ferragni agli Uffizi è stata pagata? Il direttore Eike Schmidt fa chiarezza e replica alle accuse: a pagare il museo è stata la rivista

schmidt ogni mattina
Eike Schmidt, Ogni Mattina

Quello che è accaduto negli ultimi giorni agli Uffizi di Firenze è già stato ribattezzato da molti “effetto Chiara Ferragni”. La sua presenza ha infatti contribuito ad incrementare del 27% le visite al museo fiorentino, con un interesse in qualche modo inedito soprattutto da parte dei visitatori più giovani. Sull’argomento è intervenuto oggi il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt nel corso della trasmissione Ogni Mattina in onda su TV8. I progetti futuri che coinvolgeranno gli Uffizi, sono stati comunicati anche alle nuove generazioni attraverso i mezzi a loro cari, a partire dai social nell’ambito dei quali si è inserita anche la presenza dell’influencer Chiara Ferragni, nota in Italia e nel mondo. “Non è un fenomeno isolato”, ha spiegato Schmidt, parlando dell’ospitata della scorsa settimana di Chiara Ferragni, “ma piuttosto fa parte dell’apertura verso i nuovi canali social e i potenziali utenti giovani per i quali stiamo facendo moltissime altre cose”, ha commentato. Anche TikTok rientra tra gli strumenti impiegati ma, dando uno sguardo alle classifiche, il direttore degli Uffizi non poteva non sottolineare come Chiara Ferragni abbia contribuito a dare “una bella spinta a questo canale”. E così grazie ai nuovi canali di comunicazione è possibile far arrivare contenuti che generalmente vengono rifiutati nei metodi tradizionali.

CHIARA FERRAGNI AGLI UFFIZI È STATA PAGATA?

Ad inserirsi nel dibattito che vede protagonisti da una parte gli Uffizi e dall’altra Chiara Ferragni è stato lo scrittore Christian Raimo che nel corso della trasmissione Ogni Mattina ha domandato al direttore del museo fiorentino Eike Schmidt quanto abbia pagato l’influencer e moglie di Fedez per poter avere gli Uffizi come location per un servizio su Vogue. Schmidt ha quindi replicato spiegando che normalmente alcune location vanno a ruba per avere persone famose, “noi non abbiamo pagato niente anzi abbiamo incassato”, ha spiegato il direttore degli Uffizi, ricordando la norma del 1993 valida per i musei statali secondo la quale per utilizzi di questo tipo c’è un canone da pagare al museo. “Noi non abbiamo pagato nulla ma abbiamo addirittura incassato dei soldi”, ha ribadito. Raimo ha però avanzato una domanda differente rispetto alla risposta avuta, ovvero quanto la Ferragni abbia pagato per avere come location gli Uffizi per il suo servizio fotografico. La replica di Schmidt è stata chiara: “Viene tutto pubblicato nella sezione ‘trasparenza’ quando la pratica è finita, quindi abbiamo dozzine di casi simili all’anno”. Lo stesso direttore ha poi svelato come per una sfilata di qualche anno fa Gucci abbia pagato non solo il canone ma anche fatto una grande donazione per circa due milioni. Dopo un botta e risposta tra Schmidt e Raimo, alla fine il direttore degli Uffizi ha chiarito che a pagare sarebbe stata “la rivista” e non Chiara Ferragni.

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