Chiara Gualzetti, papà “uccisa con ferocia”/ “Irriconoscibile: a noi ergastolo, lui…”

- Emanuela Longo

Omicidio Chiara Gualzetti, in esclusiva su Visto in edicola domani il dolore di papà Vincenzo: “uccisa a 16 anni, ora mi aspetto giustizia”, il ricordo della figlia

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Chiara Gualzetti (Foto social presa da Repubblica.it)

Vincenzo Gualzetti, padre di Chiara, la 16enne uccisa da un coetaneo a coltellate ed a calci in provincia di Bologna, non riesce a darsi pace. Da quanto emerso dalle indagini, il ragazzo ed amico della vittima avrebbe già tentato in passato di ucciderla ma la presenza di altre persone gli avrebbe impedito di portare a termine il suo piano. Il movente sarebbe da ricondurre alla voce di un “demone”. Il giovane avrebbe ammesso: “E’ stato Samuel a dirmi di uccidere Chiara, l’ho fatto per calmarlo”. “Ora mi aspetto giustizia per mia figlia”, ha commentato il padre di Chiara Gualzetti tra le pagine del nuovo numero del settimanale Visto in uscita domani e che vi riportiamo in anteprima. Quello vissuto sulla propria pelle è un dolore difficile da spiegare e con il quale convivere: “Anche se il suo assassino sarà condannato, nessuno ci ridarà indietro nostra figlia. Siamo noi i veri condannati, senza nessun sconto di pena per i nostri dolori e per la sofferenza che ci porteremo dentro per tutta la vita”, ha proseguito.

Il padre conosceva bene l’assassino della figlia in quanto con lui aveva fatto uno stage per insegnargli il mestiere dell’elettricista. Al settimanale ha spiegato qual era il suo comportamento: “Era molto svogliato, non mostrava interesse per il lavoro che avrebbe dovuto imparare”. Tuttavia nel corso dello stage ha anche spiegato di non aver mai parlato di demoni: “non vorrei che si stesse costruendo un alibi per sfuggire alla giustizia”, ha commentato.

CHIARA GUALZETTI, IL PADRE: “UCCISA CON TANTA FEROCIA”

Non può che chiedere a gran voce che sia fatta giustizia per la morte della figlia Chiara Gualzetti. Parlando della sedicenne, papà Vincenzo ha aggiunto: “Chiara era una ragazza solare, tranquilla, non avrebbe mai fatto nulla di male a nessuno, non riesco a capire come si possa arrivare a tanta violenza, non riesco a trovare una spiegazione plausibile a tanta ferocia”. Ed ogni giorno torna a chiedersi il perché di un assassinio così brutale. La ragazza lo frequentava all’interno di un gruppo di amici adolescenti: “Non ho mai immaginato che lui potesse arrivare a ucciderla, erano amici”, ha commentato. Quindi ha svelato la sua idea: “Forse mia figlia provava un sentimento nei suoi confronti, si fidava di questo ragazzo e lui l’ha uccisa”. Chiara aveva per il futuro tanti progetti: “Voleva diventare una figura preparata professionalmente nell’accoglienza alberghiera”, ha spiegato il genitore che era estremamente orgoglioso di lei. La giovane faceva anche parte del gruppo degli Arcieri del melograno e si allenava costantemente al tiro con l’arco.

L’ULTIMO SALUTO PRIMA DEL FUNERALE

L’uomo ha poi ripercorso il giorno della sparizione della figlia Chiara. Quella domenica, quando la giovane uscì con il suo amico per una passeggiata, Vincenzo si trovava fuori per lavoro ma intorno a mezzogiorno la moglie iniziò a chiamarlo. Dopo aver mancato la telefonata, richiamando la moglie ha compreso ciò che stava accadendo. Le ricerche sono iniziate immediatamente ma si sono rivelate vane, fino al ritrovamento del corpo, il giorno seguente, in un bosco a poche centinaia di metri da casa. “Siamo riusciti a darle un ultimo saluto prima del funerale, ma nella bara non ho riconosciuto il viso di Chiara… Sembrava un’altra persona”, ha ammesso l’uomo. Vincenzo ha anche aggiunto un altro dettaglio raccapricciante: “Poi mi hanno spiegato che hanno dovuto impiegare più di sette ore per ricomporre il suo corpo, soprattutto il viso, nascondendo i grossi ematomi procurati dai calci”. Adesso la famiglia Gualzetti cercherà di ottenere giustizia ma il padre sa già che si tratterà di una battaglia persa in partenza: “Anche se questo ragazzo subirà una giusta condanna, mia figlia non tornerà più da noi, siamo noi che sconteremo una condanna all’ergastolo senza nessuno sconto di pena per i nostri dolori, mentre chi ha ucciso nostra figlia un giorno uscirà di prigione e potrà rifarsi una vita”. Il loro desiderio è adesso quello di creare una associazione a nome della figlia uccisa e che si occupi di dare un aiuto alle donne vittime di violenza o ai bambini bisognosi. “Mia figlia è morta a causa di un femminicidio e merita di essere ricordata”, ha aggiunto.

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