CHIUSURA IMPIANTI SCI/ I gestori: al lavoro per riaprire con nuove regole

- Alberto Beggiolini

Il Dpcm ha disposto la chiusura degli impianti di sci poche ore le immagini di code alle biglietterie di Cervinia. I gestori lavorano già alla riapertura

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Foto di confused_me da Pixabay

Più di duemila persone in coda, addio distanziamenti, fiato su fiato, se va bene con mascherina, molti con lo scaldacollo tirato sulla bocca. È l’immagine disarmante che è arrivata l’altro giorno, il d-day per gli impianti di Breuil-Cervinia, al via per la stagione 2020-21, una stagione appena iniziata e già finita, in apnea per volere del nuovo Dpcm fino al prossimo 24 novembre. Una fotografia di quanto cieca sia la passione per lo sci (erano anni che a fine ottobre in quel comprensorio non si vedeva un innevamento simile) e di quanto poco si possa fare affidamento sul discernimento delle persone, che se non ufficialmente limitate (le “raccomandazioni” vengono regolarmente ignorate) tendono – come i bambini – a saltare i paletti, a rimuovere la pericolosità del momento e mettere al suo posto la convinzione del “si può fare”.

Una coda di duemila persone alla biglietteria. “E poi chiudono le scuole” è stato scritto sui social. Ma come? Non si era detto che le code si sarebbero potute evitare con i nuovi meccanismi digitali, le prenotazioni via app e altro ancora? Sì, si era detto, e a dire il vero lo si è anche fatto. “C’è lo skipass online, lo skipass negli alberghi, tutte le nostre casse aperte e anche la cassa automatica: tutta la forza, è come se fossimo in piena stagione”, ha chiarito Matteo Zanetti, presidente e amministratore delegato della Cervino spa. “Abbiamo gestito esternamente la coda per non creare ammassamento all’interno delle casse. A ogni persona venuta a fare il biglietto è stata misurata la temperatura, tutti sono con la mascherina”. 

Evidentemente, più che la sicurezza sanitaria potè il digiuno da sci, una voglia evidentemente poco informata sulle possibilità alternative alla fila alla cassa. “Però già oggi (ieri, domenica, ndr) l’afflusso agli impianti di Cervinia è stato gestito diversificando le code e gestendo al meglio ogni accesso dai parcheggi. Spero che le immagini di oggi lo testimonieranno” aggiunge dal suo osservatorio Andy Varallo, presidente del Dolomiti Superski. “In realtà l’altro giorno gli assembramenti sono stati solo un episodio minore – aggiunge Valeria Ghezzi, presidente di Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) -: le webcam sulla skiarea restituivano le immagini di spazi ampi e per nulla affollati. Tuttavia l’accaduto è servito a farci capire quali siano gli anelli deboli della catena e stiamo già lavorando per risolvere le criticità. Sono sicura che ce la faremo. E con l’occasione il Governo ha preso una posizione sulla quale ora è nostra responsabilità lavorare”. Su questo punto, anche Zanetti è fiducioso: nel tavolo Stato-Regioni “si sta lavorando ad un protocollo per una riapertura, anche in tempi brevi, secondo nuove regole”.

La coda a Cervinia, in ogni caso, dimostra la distrazione o la disinformazione che ristagnano anche tra la popolazione degli sciatori, magari aggiornatissimi sugli ultimi attacchi o gli scarponi più tecnologici, ma all’oscuro di quanto operatori e impiantisti abbiano studiato, finanziato e messo a disposizione per assicurarsi che la nuova stagione bianca possa procedere in sicurezza.

Ecco allora cosa offrono la digitalizzazione e la prudenza sanitaria adottata in alcuni grandi comprensori alpini. L’Espace San Bernardo (3 mila ettari, più di 150 chilometri di tracciati, 85 piste, 423 innevatori e 39 impianti, che da 1200 raggiungono i 2800 metri di quota), teatro delle Funivie Piccolo San Bernardo, ha adottato il regolamento regionale: mascherine sugli impianti chiusi, disponibilità diffusa di gel alcolici, sanificazioni costanti delle strutture, intensificazione delle corse, con gli impianti che funzioneranno alla massima velocità per moltiplicare i collegamenti ed evitare così code ed assembramenti. Dolomiti Superski (uno dei comprensori sciistici più grandi al mondo: unico skipass per 1200 chilometri di piste in 12 zone sciistiche, un’area di circa tremila chilometri quadrati a cavallo tra Trentino, Alto Adige e Veneto, con circa 450 impianti di risalita, da Cortina all’Alta Badia, da San Martino di Castrozza alla Val di Fassa o alla Val Gardena) ha varato il motto “We care about you”, ci prendiamo cura di te, per certificare l’impegno a far sì che la pratica dello sci possa avvenire in condizioni di massima tranquillità, con un pacchetto di misure logistiche ed organizzative ed un sistema di garanzie economiche (ristori delle spese sostenute per gli skipass in caso di chiusura degli impianti o per l’indisponibilità del cliente a causa del contagio da Covid). E ancora l’online shop sul sito dolomitisuperski.com offre l’acquisto online a quasi tutti i tipi di skipass. Gli skipass potranno essere caricati direttamente sulla MyDolomiti Skicard, oppure il cliente potrà passare alla cassa con il voucher, fruendo della digital lane per gli acquisti online, ove disponibile. La terza opzione è il ritiro dello skipass presso una delle oltre 50 Ticket Box, dislocate in tutte i 12 comprensori sciistici di Dolomiti Superski. Poi c’è l'”Hotel Skipass Service”, che permette all’utente di acquistare online lo skipass che predilige e, grazie alla collaborazione del suo datore di alloggio aderente all’iniziativa, trovarlo in camera d’hotel al suo arrivo. All’interno della nuova app di Dolomiti Superski, e integrata nella cartina sciistica in 3D sul sito Internet, l’utente troverà anche un’innovativa Skier’s Map, che visualizza la frequenza di sciatori agli impianti. Lo strumento misura la percentuale di riempimento dell’impianto nell’unità di tempo.

Le Funivie Seggiovie San Martino spa, la società che gestisce gli impianti sciistici della Tognola a San Martino di Castrozza, prevedono mascherine, gel igienizzanti, distanziamenti. E la possibilità di tornare alla capienza massima negli impianti (la scorsa estate era applicata la riduzione di un terzo dei posti disponibili), a fronte di una maggiore velocità di trasporto dei medesimi, e quindi di una frequenza superiore al solito, per cancellare la possibilità di code od assembramenti alle partenze. È di fatto il protocollo Uni, quello già adottato dalla Regione Valle d’Aosta, elaborato da Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari).

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