Christian De Sica/ Verdone? Lite per sua sorella, mi chiamò putt*niere ma la sposai”

- Emanuela Longo

Christian De Sica si è raccontato a Da noi a ruota libera: il rapporto con il padre Vittorio e quello con Carlo Verdone, suo cognato

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Christian De Sica, Da noi a ruota libera

L’attore Christian De Sica è stato ieri il primo ospite dell’ultima puntata di Da noi a ruota libera, la trasmissione di Rai1 condotta da Francesca Fialdini. Ad ospitarlo è stato uno studio molto importante, Dear, che stava per De Sica, suo padre, Peppino Amato e l’editore Rizzoli. Nel medesimo studio il padre Vittorio ha girato l’ultimo film della sua vita, “Il viaggio”, nel 1974. De Sica iniziò a 18 anni con il primo suo film realizzato da Rossellini. Ripercorrendo la sua vita, Christian ha commentato la pellicola “Miracolo a Milano”: “E’ stato l’unico film di mio padre un po’ metafisico”, ha detto, “in quel periodo aveva fatto il Neorealismo invece questa pellicola è una favola meravigliosa”. Il padre Vittorio, ha svelato, se fosse stato una femmina avrebbe voluto chiamarla Eleonora, come la Duse. “Papà si vantava perché io facevo Lettere ed ero pure bravo”, ha svelato, “di nascosto aiutato da mia madre andavo a fare le serate nelle balere con una orchestrina dove il batterista era Massimo Boldi”.

Quella per lui è stata la sua fortuna “perché dopo la morte di papà potevo già mantenermi altrimenti se avessi continuato l’università sarei stato un fallito”. Christian ha raccontato diversi aneddoti della sua infanzia, come quando papà Vittorio faceva recitare lui e suo fratello in alcuni sketch da lui diretti direttamente in casa. Quando ha però saputo che desiderava fare l’attore lo ha spronato a studiare.

CHRISTIAN DE SICA, IL RAPPORTO CON CARLO VERDONE

Dopo aver assistito al debutto artistico di Christian De Sica, però, papà Vittorio si è tranquillizzato dandogli la sua benedizione. Era il 1972 quando lo presentò ufficialmente a Canzonissima. In quella occasione lo presentò parlando di lui come un grande cantante: “Sì, perché avevo cominciato facendo le balere, cantavo, poi dopo ho iniziato con la tv”. La sua famiglia e quella di Carlo Verdone sono strettamente legate, ma cosa pensò di lui quando lo vide per la prima volta? “La prima volta lo incontrai in classe perché fui bocciato dopo essere stato operato alle tonsille perdendo il secondo e terzo trimestre. Mi sono ritrovato in questa classe e avevo capito che Carlo era il più simpatico di tutti”. A scuola era preso di mira inizialmente proprio per il fatto di essere il figlio di De Sica, quindi cercò di accaparrarsi l’amicizia di Verdone. “Facevamo insieme i filmetti e non studiavamo per niente. Lì ho conosciuto sua sorella che poi è diventata mia moglie”, ha svelato. A proposito della moglie Silvia ha dichiarato: “Lei è sempre stata bella, anche adesso!”.

Lui, essendo sette anni più grande di lei, l’andava a prendere a scuola con la moto: “Ad un certo punto io e Carlo ci siamo anche azzuffati perché diceva che sua sorella era una ragazzina e io un putt*niere”. Quindi fu convocato in casa Verdone dove affrontò i genitori ed un prete. Alla fine però si sono sposati: “Mi ha dato due figli meravigliosi, Brando e Maria Rosa”. Infine, un amico speciale, Lino Banfi, ha mandato il suo saluto al “fratellino” ricordando un aneddoto divertentissimo sul film “Belli freschi” che li ha visti protagonisti.

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