Cicatrici in faccia per colpa del chirurgo/ Donna malata di Aids mai risarcita

- Alessandro Nidi

Cicatrici in faccia causate da un filler non riassorbibile d’invenzione del suo chirurgo di fiducia: Barbara attende ancora oggi il suo risarcimento. Se ne parla a “Le Iene Show”

pediatri tamponi
(Pixabay)

Costretta a convivere con le cicatrici in faccia causatele dal prodotto ideato da un chirurgo nei confronti del quale nutriva piena fiducia: questa è la drammatica storia di Barbara, che Veronica Ruggeri racconterà in occasione della puntata de “Le Iene Show” in onda nella serata di oggi, martedì 4 maggio 2021, su Italia Uno. La donna ha contratto l’Aids nel 1989 dopo essere stata violentata dall’uomo con la quale in quel periodo era fidanzata e l’Azt, uno dei farmaci impiegati proprio per la cura dell’Aids, le danneggiò il volto, formando una lipodistrofia, ovvero un’errata distribuzione del grasso corporeo, che nel corso degli anni lo ha deturpato.

Come spiegano gli autori del programma nelle anticipazioni, nel 2002 “Barbara si rivolge a un chirurgo plastico, il dottor Carmelo Protopapa, che le propone delle iniezioni di un materiale riempitivo di sua invenzione, il Bioalcamid, filler non riassorbibile che potrebbe provocare forti reazioni da parte del nostro organismo, arrivando anche alla formazione di orribili cicatrici. Questo è quello che succede a Barbara, ma il materiale iniettato non può più essere eliminato”.

CICATRICI IN FACCIA, BARBARA ATTENDE UN RISARCIMENTO

In merito alla vicenda di Barbara e delle sue cicatrici, da “Le Iene” spiegano che “le reazioni del sistema immunitario per la donna si ripetono ogni due, tre mesi da dieci anni, facendola finire ogni volta in ospedale e facendole vivere un calvario perenne”. Il chirurgo è stato condannato in via definitiva a pagarle un risarcimento di 240mila euro, ma quel denaro non sembra mai essere arrivato. Intanto Protopapa si è trasferito in Svizzera, dove l’inviata Veronica Ruggeri lo aveva incontrato un anno fa: “Il chirurgo – ricordano dalla trasmissione – aveva raccontato la sua versione dei fatti e si era difeso, dicendo che i problemi di Barbara non erano colpa sua e parlava di quanto accaduto al viso della donna come di ‘un’infezione imprevedibile’. Per quanto riguarda il risarcimento deciso dalla giustizia italiana, Protopapa aveva contestato la sentenza, sostenendo di non essersi potuto difendere. Oggi, a distanza di un anno dall’incontro, dal chirurgo non è arrivato ancora nulla”.



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