Cina, boom di mais: importazione record/ Ma i porti si stanno intasando: cosa succede

- Silvana Palazzo

Cina, importazione record di mais: boom di acquisti, ma i porti si stanno intasando e si accumulano ritardi. Cosa succede e perché Pechino sta “correndo”

mais
Piantagione di mais

Un fiume di mais sta intasando i porti cinesi. Quest’anno la Cina si è imbarcata in un acquisto record di mais, tale che alcune navi sono rimaste fino ad un mese fuori dai porti del sud a causa della congestione, incorrendo peraltro in pesanti spese. Sono almeno due le navi cariche di masi americano che hanno dovuto aspettare settimane prima di essere trasferite all’ormeggio giovedì scorso, secondo i dati di Bloomberg. La nave “Priscilla” che trasportava 71,4 tonnellate di merce e “Krini”, che invece ne trasportava 75,1 erano in attesa da maggio. Le importazioni di mais sono quadruplicate nei primi quattro mesi dell’anno rispetto all’anno scorso, ma sono cresciute anche le spedizioni di orzo. Dunque, la Cina è destinata a importare una quantità di 26 milioni di tonnellate di mais quest’anno, così pure l’anno prossimo, secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Ma perché la Cina sta comprando così tanto mais? Pare che la decisione sia legata alle madre di maiali che si stanno riprendendo dalla devastante epidemia di peste suina africana.

PERCHÉ LA CINA ACQUISTA TONNELLATE DI MAIS

Ma non è l’unica ragione. Sinograin (China Grain Reserves Corporation) ha annunciato che sta per vendere 37.126 tonnellate di mais importato per ricostituire le scorte in calo e raffreddare così gli alti prezzi interni del raccolto. Si tratta della prima vendita di questo tipo in Cina da diversi anni. Il mais che finirà all’asta proviene dall’Ucraina, secondo un avviso pubblicato sul sito web di Sinograin. I commercianti si aspettavano un’asta relativamente piccola, invece il governo cinese vuole mandare un messaggio all’industria contro i prezzi elevati. “È soprattutto un avvertimento al mercato, che non deve speculare sui prodotti agricoli”, ha dichiarato un commerciante di cereali. La Cina intende inoltre rafforzare il controllo sull’offerta delle principali materie prime per “raffreddare” l’aumento dei prezzi. I futures di mais nazionale cinese hanno raggiunto il mese scorso il massimo storico di 2.887 yuan a tonnellata, ma il prezzo è sceso dello 0,3% nel trading di martedì. Il “rally” dei prezzi è cominciato dopo che la Cina ha venduto le sue riserve temporanee di masi nel 2020 dopo aver cercato per anni di ridurre le enormi scorte di grano invecchiato.



© RIPRODUZIONE RISERVATA