Cina, donne islamiche costrette ad aborto e sterilizzazione/ Persecuzioni choc Uiguri

- Paolo Vites

Nel Turkistan cinese le autorità di Pechino perseguono la minoranza islamica

uniforme scuola cina
Studenti cinesi in uniforme militare

Una minoranza, per così dire, visto che in Cina con le sue dimensioni è impossibile trovare minoranze come le consideriamo noi. Sono gli uiguri, dieci milioni di persone che vivono in quello che i cinesi definiscono Turkistan, una popolazione di origine turca e di religione musulmana. E questo naturalmente è intollerabile per il regime comunista di Pechino. Gli uiguri sono infatti fieri difensori della loro cultura e religione e non accettano i classici metodi di rieducazione dei cinesi imposti a tutte le minoranze, cristiani e dissidenti politici. L’agenzia di stampa Asia News insieme al Foglio, ad Aleteia e AGCNews ha denunciato quello che è un autentico genocidio in atto, benché i governi occidentali sappiano benissimo quello che accade. Scrive Asianews che “Secondo i dati prodotti dallo studioso tedesco Adrian Zenz, confermati poi dalle Nazioni Unite, oltre un milione di uiguri (su una popolazione di quasi 10 milioni) e altre minoranze turcofone di fede islamica sono detenuti in modo arbitrario nello Xinjiang, che la locale popolazione chiama “Turkestan orientale”. 

CONTROLLO DELLE NASCITE A OGNI COSTO

Il lavoro di Zenz si basa su dati ufficiali, documenti governativi e testimonianze dirette. Il ricercatore tedesco sostiene che le autorità di Pechino obbligano le donne uigure a interventi chirurgici di sterilizzazione o a cure per bloccare il ciclo mestruale. Zeno lo definisce genocidio demografico: “Se si rifiutano di abortire per rispettare i limiti di due figli per famiglia, esse sono rinchiuse nei campi di internamento. Gli amministratori locali, soprattutto nelle aree rurali, sottopongono le uigure in età fertile a controlli ginecologici obbligatori”. Le donne turcofne sono obbligate ad assumere anticoncezionali, indagini mediche, bbligate non solo a sottoporsi a continui controlli ginecologici, ma persino a subire la sterilizzazione forzata o se “le cose” sono già ben avviate a subire l’aborto. Ragazzi in età scolastica sono invece obbligati ad andare in scuole dove si censura completamente la loro appartenenza culturale e vengono indottrinati al comunismo.

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