“Cina ha giocato con coronavirus e Hiv”/ I possibili riscontri su teoria Montagnier

- Silvana Palazzo

“Cina ha giocato con coronavirus e Hiv”, la teoria di Luc Montagnier trova riscontri secondo La Verità in alcuni esperimenti finanziati anche da Australia e Ue

Luc Montagnier
Luc Montagnier (Web, 2020)
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«A Wuhan forse cercavano la cura per l’Aids», disse un mese fa il premio Nobel Luc Montagnier. Una ipotesi sull’origine della pandemia di coronavirus che suscitò dure critiche nei confronti del virologo che insieme a Françoise Barré-Sinoussi scoprì nel 1983 il virus dell’Hiv. E se invece avesse ragione? A chiederselo è La Verità con un articolo in cui spiega che la denuncia di Montagnier trova riscontri in alcuni esperimenti in cui avrebbero avuto un ruolo anche Australia e Unione europea. «Effettivamente i ricercatori cinesi da tempo giocano con coronavirus dei pipistrelli, pezzi di varianti del virus Hiv modificato in laboratorio per trovare il vaccino o con la scusa di trovare il vaccino anti-Aids», scrive Pierangelo Maurizio sulle colonne del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro. Il riferimento è ad uno studio del 2018 in cui gli scienziati partono dall’ipotesi che i pipistrelli abbiano sviluppato qualche immunità visto che pur essendo “infestati” da vari coronavirus e diversi agenti infettivi non si ammalano. E quindi puntano a scoprire se alcune proteine possano ridurre l’attività retrovirale dell’Hiv.

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LA VERITÀ SU MONTAGNIER E LA TEORIA SUL CORONAVIRUS

Questa sperimentazione, spiega La Verità, risulta finanziata da Cina, Australia e Commissione europea. Il quotidiano parla di una «cordata cino-australiana che opera in parallelo a quella franco-cinese». Ma spiega anche che questi lavori vanno avanti da tempo. Nel 2008, ad esempio, si è parlato di un virus dell’immunodeficienza umana (Hiv), basato su sistema di pseudovirus, che è stato generatod al Gruppo Hiv dell’Istituto di Virologia di Wuhan. «I cloni da laboratorio dell’Hiv servono solo a verificare se e come i coronavirus simili a quello della prima Sars possono diventare infettivi per gli altri mammiferi e per l’uomo». E per capirlo, scrive La Verità, hanno mescolato il virus Hiv con colture cellulari che esprimono molecole di ACE2 dell’uomo, dei pangolini e dei pipistrelli. Ma i coronavirus simili a quello della prima Sars, SL-Cov, non hanno la capacità di legarsi al recettore ACE2.

I ricercatori però grazie ai test tra sangue infetto dei pipistrelli e Hiv avrebbero scoperto che il legame può essere prodotto rimpiazzando una piccola sequenza della S protein con la sequenza del Sars-CoV. «Che il Frankestein da provetta sia patogeno è da provare», precisa La Verità. Ma che la modifica della proteina S fosse considerata un pericolo «previsto da subito» è quanto scritto dai ricercatori stessi. E quindi si conclude che solo un’indagine internazionale può verificare «se lo spettro Sars-CoV-2 si aggiri per il mondo grazie all’evoluzione naturale o a 15 anni di cocktail a base di sangue di pipistrello e virus dell’Hiv».

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