“Cina ha nascosto dati su origine Covid”/ Oms furiosa “Servono altri studi sul posto”

- Alessandro Nidi

La Cina avrebbe nascosto dati preziosi sull’origine del virus Covid-19: l’OMS si lancia in un attacco frontale per bocca del suo direttore generale

variante covid inglese
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms (LaPresse)

“La Cina ha nascosto i dati sull’origine del virus Covid-19”: a dichiararlo, come riporta una nota di agenzia Reuters, è stato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale ha aggiunto come tali statistiche preziose siano state occultate al team di ricercatori che si è recato nel Paese orientale proprio per indagare circa le origini di questa pandemia. In particolare, uno dei componenti del gruppo ha riferito che la Cina ha rifiutato di fornire i dati grezzi sui primi casi di Covid-19 e questo ha notevolmente complicato il lavoro della squadra recatasi nella landa del Dragone.

“Nelle mie discussioni con il team, gli esperti mi hanno espresso le difficoltà incontrate nell’accesso ai dati grezzi”, ha asserito Ghebreyesus. Mi aspetto che i futuri studi includano una condivisione dei dati più tempestiva e completa, ha aggiunto, con gli Stati Uniti d’America, l’Unione Europea e altri Paesi del mondo occidentale che hanno richiesto subito alla Cina di consentire libero accesso agli esperti OMS a tutti i dati relativi alla pandemia, a cominciare dai suoi esordi di fine 2019.

“CINA HA NASCOSTO DATI COVID”: L’OMS ATTACCA

In particolare, al di là del tentativo della Cina di nascondere alcuni dati sull’origine del virus Covid-19, cosa hanno scoperto i ricercatori OMS nelle quattro settimane trascorse a Wuhan tra gennaio e febbraio 2021? Leggendo il loro rapporto, si viene a conoscenza del fatto che SARS-CoV-2 sia passato dai pipistrelli agli esseri umani mediante un altro animale, mentre la fuga accidentale dell’agente virale dal laboratorio di Wuhan è ritenuta altamente improbabile. Tuttavia, in riferimento a quest’ultima affermazione, lo stesso direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che sono necessarie ulteriori indagini in merito a questa delicata tematica e che ci sarà quindi la necessità, probabilmente, di effettuare nuove missioni in Cina. “Non credo che la valutazione attuale sia abbastanza ampia – ha sentenziato Ghebreyesus –. Saranno necessari ulteriori dati e altri studi per giungere a conclusioni più solide”. A proposito di ciò, Walter Stevens, ambasciatore dell’UE presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha chiesto l’implementazione di nuovi studi con “accesso tempestivo ai luoghi pertinenti e a tutti i dati umani, animali e ambientali disponibili”.



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