Cina: “soldato australiano sgozza bimbo afghano”/ Morrison “è fake, Pechino si scusi”

- Niccolò Magnani

Nuovo scontro Cina-Australia: funzionario cinese posta foto con soldato australiano che sgozza bambino afghano. Ma è un fake: il Premier Morrison “Pechino chieda subito scusa”

Scontro Cina-Australia
Il tweet della Cina e la foto-fake sul soldato australiano (Twitter, 2020)

Una “guerra” diplomatica che si rinfocola tra Cina e Australia su una foto choc dimostrata però poi essere un autentico fake: il caso incredibile è sorto stamane quando il portavoce del Ministro degli Esteri cinese Lijin Zhao ha twittato un’immagine drammatica sui social, un soldato australiano con coltello alla gola di un bambino afghano, denunciando lo scandalo. La foto però – decisamente modificata a computer e visibile nella ricostruzione posta qui sotto sul portale “Indo-Pacific News” – è stata pubblicata dall’alto funzionario cinese a seguito dell’uscita di un rapporto su crimini commessi dai soldati australiani in Afghanistan tra il 2005 e il 2006. Diretta e secca la smentita da parte del Governo australiano con il Premier Scott Morrison che scrive sui social «E’ oltraggioso e non può essere giustificato in alcun modo. Il governo cinese dovrebbe vergognarsi di questa pubblicazione». Dopo gli scontri diplomatici degli scorsi mesi, la Cina – che resta ancora il più grande partner commerciale dell’Australia – ha sospeso le importazioni su prodotti agricoli, orzo, legname e carne bovina: di contro, Canberra ha escluso il colosso Huawei dal progetto di rete 5G chiedendo anche un’indagine indipendente sull’origine del Covid in Cina.

LO SCONTRO E IL FAKE

Ma dopo le schermaglie ora è il “caso” della foto a tenere banco sull’asse Sydney-Pechino: «scioccato dalle uccisioni di civili e prigionieri afghani dai soldati australiani. Condanniamo fermamente questi atti e chiediamo che siano giudicati», scriveva Zhao postando una foto ritoccata. Alla richieste di scuse ufficiali invece riportate dal Governo australiano, la replica del Partito Comunista cinese è tutt’altro che “conciliante”: «L’Australia sta reagendo in modo così forte al tweet del mio collega. Significa che pensano che la crudele uccisione di vite afghane sia giustificata? Le vite afghane contano, i soldati australiani non dovrebbero forse vergognarsi? L’Australia dovrebbe chiedere scusa per i crimini commessi in Afghanistan», replica la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying. Sempre il funzionario di Pechino sottolinea la portata dei crimini australiani, concludendo «I dettagli sono scioccanti e spaventosi, incluso il radunare uomini e ragazzi che sono stati uccisi o con la gola tagliata mentre erano bendati. E’ il governo australiano che dovrebbe chiedere scusa».



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