Cina, vaccino brevettato a febbraio 2020/ La prova nelle mani dell’intelligence Usa

- Silvana Palazzo

Cina, vaccino Covid brevettato già nel febbraio 2020, ma Oms non aveva ancora dichiarato pandemia: la prova nelle mani dell’intelligence Usa, secondo quanto riportato da media australiani

Coronavirus Cina origini Pittsburgh
Laboratorio di Wuhan Lapresse

Mentre la scienza svela le prime prove riguardo l’origine non naturale del virus, dall’intelligence Usa arrivano altri indizi che gettano ombre sulla Cina. Ora infatti si scopre che uno scienziato militare cinese molto importante aveva registrato il brevetto di un vaccino in un momento molto particolare che desta tanti sospetti. L’Organizzazione mondiale della sanità non aveva ancora dichiarato ufficialmente l’esistenza del Covid, ma Yusen Zhou, membro dell’Istituto di microbiologia ed epidemiologia di Pechino, oltre che alto esponente dell’Accademia di scienze mediche militari, aveva registrato a nome dell’Accademia un brevetto di vaccino già il 24 febbraio 2020. L’Oms invece ha proclamato al mondo l’esistenza della pandemia l’11 marzo 2020 col direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus che parlò di una iniziale esplosione del virus. Questa rivelazione oltre che sconcertante è inquietante. Come faceva lo scienziato militare cinese ad essere avanti nella ricerca anti Covid nel febbraio 2020, se la Cina aveva denunciato all’Oms l’esistenza di un «nuovo virus sconosciuto» solo il 31 dicembre 2019?

ORIGINE COVID, LE OMBRE SU YUSEN ZHOU

Una scoperta che si aggiunge a quella riportata lo scorso gennaio da La Verità: rivelò che la casa farmaceutica Sinovac aveva avviato lo sviluppo di un vaccino anti Covid già il 28 gennaio 2020. Ora si apprende del brevetto depositato con una velocità sospetta. Peraltro The Australian segnala che lo scienziato militare cinese avrebbe condotto il suo studio in collaborazione con l’Istituto di virologia di Wuhan, al centro dei sospetti sull’origine del Covid. Yusen Zhou avrebbe lavorato a stretto contatto con Shi Zhengli, vicedirettrice del laboratorio di Wuhan che è nota col nomignolo di “Batwoman” per le sue ricerche sul coronavirus nei pipistrelli. Yusen Zhou comunque è morto appena tre mesi dopo aver depositato il suo brevetto. A tal proposito, il New York Post riferisce che la notizia della morte è stata riferita in modo anomalo dai media cinesi, cioè tramite poche righe nelle pagine interne, nonostante fosse stato uno degli scienziati cinesi più importanti. Le novità emerse in questi giorni su Yusen Zhou sono frutto dell’indagine dell’intelligence Usa, a cui il presidente Joe Biden ha affidato il compito di capire se la pandemia Covid sia frutto dell’ingegneria genetica cinese. Infine, alla Verità risulta che il laboratorio di Wuhan il 26 gennaio 2020 sia stato commissariato da un team di soldati guidati dal generale Chen Wei, virologa a capo dell’Accademia di scienze mediche militari di cui faceva parte Yusen Zhou.



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