DISTRICT 9/ Gli alieni nel ruolo dei discriminati nel film di Blomkamp

- La Redazione

Il lungometraggio, sponsorizzato con una campagna virale, ha sfondato in America e sta riscuotendo successo anche in Europa GUARDA IL TRAILER

Raramente si assiste alluscita di trame più deliranti di quella di District 9. Unastronave aliena, trattata peggio di una Fiat Duna di terza mano, caracolla sul nostro pianeta. Una volta tanto il luogo dellatterraggio non sono gli Stati Uniti, meta che sembra privilegiata da ogni razza delluniverso, ma il Sudafrica. Ma attenzione, gli alieni non sono venuti per invaderci, anzi! Sono buonissimi. Siamo noi umani cattivoni e razzisti che in quattro e quattrotto espelliamo i peggiori sentimenti antiecumenici di cui siamo capaci. Ma che sottile metafora! Che fine allusione!

Il patetico Peter Jackson che dopo lapprezzabile Signore degli Anelli si è suicidato con lorrido King Kong non vedeva lora di presentare il suo pupillo Neil Blomkamp, grassoccio trentenne sudafricano, attivista creatore di film politicanti. Apprezzabile quanto meno la resa degli effetti speciali e dellatmosfera magistralmente rappresentata. Assai meno la trama e le scopiazzature che spaziano dalla SF degli anni 50 ai manga stile Alita.



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