TV/ Quando il popolo italiano preferì il “Grande Fratello 9” al dramma di Eluana Englaro

- Gianni Foresti

Lo sconcerto del critico televisivo GIANNI FORESTI di fronte ai dati dell’auditel di ieri sera, per i quali otto milioni di italiani hanno preferito concentrarsi sulle vicende da feuilleton di quarta categoria propinate da Alessia Marcuzzi e dal suo Grande Fratello, piuttosto che dedicarsi al dramma della morte di Eluana

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Mentre RaiUno mandava in onda Porta a Porta e Retequattro, con Emilio Fede, lo Speciale TG4, Mentana s’arrabbiava con i vertici Mediaset annunciando le proprie dimissioni da direttore editoriale. Eh sì sull’ammiraglia del Biscione andava in onda Il Grande Fratello.

La notizia della morte di Eluana era stata spifferata ad arte prima della fine dei telegiornali e Tg1 e Tg5 avevano dato subito la notizia con i loro inviati da Udine.

Probabilmente Mentana s’aspettava di andare in onda, ma ciò non è avvenuto.

Se guardiamo i numeri a Cologno Monzese l’hanno vista giusta: Alessi Marcuzzi ha fatto il suo record serale con il quasi il 32% con 7.900.000 telespettatori, mentre Bruno Vespa ha ottenuto il 17,31% con 4.300 unità.

Il Grande fratello con le grida, i pianti, le liti dei partecipanti e l’espulsione della ex modella Federica l’ha fatta da padrone. Ma bastava cambiare canale e si veniva catapultati, nel dramma di Eluana, nel dramma della vita ma anche nei nostri piccoli o grandi drammi quotidiani. È meglio non pensare alla morte, soprattutto all’eutanasia, è meglio vedere una banda di bellocci che strepita e si tira addosso i bicchieri. È meglio non pensare, anzi pensare ma non alla realtà, alla fantasia, sognare. La casa del GF è la non realtà, l’avevamo già visto con la pasionaria dell’Alitalia che tra un lavoro sicuro e lo spettacolo aveva scelto la compagnia di volo, la realtà più sicura, cioè la pagnotta.

Ma quasi 8.000.000 di spettatori hanno usato il telecomando, hanno scelto liberamente (e questo è l’uomo), di mettere come gli struzzi la testa in un buco: una prigione che è quella dell’irreale.

Pongo una domanda che mi attanaglia:

Ma non è l’ora di rendersi conto che stiamo continuamente subendo?

Ma da dove può venire il riscatto a tanta passività?

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