BALLANDO CON LE STELLE/ Ironia, divertimento e fascino: non cambia la ricetta per sbaragliare gli avversari

- Ilenia Provenzi

Si apre la sfida tra Io Canto con Gerry Scotti e Ballando con le Stelle di Milly Carlucci. ILENIA PROVENZI ci racconta come ha fatto Ballando con le Stelle a vincere il primo round

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Non si è osato nulla di nuovo, e per ora è andata bene. I dati dascolto, infatti, decretano vincitore del primo scontro tra Io canto e Ballando con le stelle il programma di Milly Carlucci (29.25% di share contro il 21.27% di Io canto), che dunque non perde terreno e continua ad essere protagonista del sabato sera casalingo e televisivo. E giustamente: lo show danzante, infatti, conquista il grande pubblico con unatmosfera giocosa e rilassata, condita da musiche allegre e balli vivaci, a volte un po goffi, a volte sciolti e spettacolari.

Che questanno la gara riguardasse anche la padrona di casa, insidiata da Gerry Scotti e il suo Io canto (show musicale di Canale 5 con protagonisti i bambini) non è mai stato un mistero. E aria di guerra si respira già nella prima puntata di Ballando con le Stelle, quando, manco a dirlo, chi arriva come ospite? Antonella Clerici con i giovanissimi talenti di Lasciami una canzone. La sfida è lanciata.

Per il resto, Ballando con le stelle non cambia i suoi ingredienti: musica, luci, glitter e una pista da ballo. Reale o virtuale. Sul fascino evergreen della danza si basa il successo del format: personaggi più o meno conosciuti del mondo dello spettacolo e dello sport sono iniziati al liscio da esperti ballerini, per conquistare un podio assegnato da giudici in studio e pubblico a casa.

Spiazza un po la constatazione che nessuno sforzo creativo è stato fatto per sbaragliare la concorrenza: mentre i minuti scorrono, diventa chiaro che la formula è quella di sempre, senza variazioni. Rispetto ad altri talent show come Amici, qui si punta molto di più sul divertimento e su una buona dose di ironia, che è forse lelemento più piacevole del programma. Infatti, chi non è stuzzicato dalla prospettiva di vedere qualche celebrità cimentarsi in un ruolo che non è congeniale e magari mette in luce qualche difettuccio?

 

Certo, si apprezza la bravura (e in qualche caso, come per il russo Dima Pakhomov, la bellezza) dei professionisti, ma la curiosità è tutta sugli allievi, che si dividono generalmente in due tipologie: quelli che se la ridono e conquistano punti in simpatia, e quelli che se la prendono (generalmente le donne) e passano più tempo a flirtare con il partner che a migliorare le proprie doti in pista.

 

È un modo divertente di smitizzare i famosi e rendere più vicini, più “quotidiani” anche i campioni sportivi, che si mettono in gioco senza temere di fare una figura non proprio da medaglia d’oro. E qualche volta, è anche una buona scusa per vedere i propri idoli: gli appassionati di Beautiful, anzi, le fan di Ridge Forrester (il “bel mascellone” idolo della suddetta soap opera da vent’anni), per esempio, saranno felici di ammirare l’attore Ron Moss mentre tenta di imparare il twist.

 

I concorrenti hanno sempre il sorriso sulle labbra e già questo basta a trattenerci dal cambiare canale; e se qualche ballerino si offende per i voti a volte spietati dei giudici, il rischio del dramma e della polemica è subito allontanato con prontezza dalla diplomatica, professionale e sorridentissima Milly.

 

Certo, anche qui ci si imbatte di tanto in tanto nell’angolo reality (i video che mostrano il dietro le quinte della settimana) e nel gossip romanzesco, quando si colgono certe attenzioni sospette e gli sguardi languidi che corrono tra alcuni partner. Ma per ora il rischio melodramma è sempre stato sotto controllo, e speriamo che così rimanga: altrimenti, si andrebbero a minare le basi stesse del successo di questo programma, che sfrutta e valorizza il desiderio di serena evasione del pubblico e il potenziale dell’ironia, che rende l’atmosfera leggera, rilassata, sognante.

Condita con un pizzico di pepe, perché il ballo, in fondo, è metafora dell’attrazione, della seduzione e, in definitiva, della storia d’amore. Vera, sognata o… danzata.

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