X FACTOR 4/ Mangiarotti: è mancato il nuovo Marco Mengoni

- int. Marco Mangiarotti

Nellattesa di scoprire chi vincerà tra Nathalie, Davide e Nevruz, MARCO MANGIAROTTI commenta questa edizione: allX Factor nostrano manca un vero impatto popolare

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X Factor 4 atto finale. Stasera si disputa lattesa finale che decreterà il vincitore della quarta edizione. Si saprà chi, fra Nathalie, Davide e Nevruz, sarà il vincitore. E loccasione per ripercorrere questa ultima edizione del programma.  Marco Mangiarotti, decano della critica musicale italiana, nonché grande esperto di programmi televisivi (è stato più volte giudice esterno a programmi come Amici), attualmente editorialista e critico del quotidiano Il Giorno e del Qn (Quotidiano Nazionale di Giorno, Carlino e Nazione), è la persona più affidabile oggi in Italia per chiedergli un parere a tutto tondo su X Factor 4.
 
Cè chi, come il critico televisivo Aldo Grasso, ha detto che questanno il programma ha fallito. O nella sua parte reality o in quella talent, che X Factor ha perso una delle sue dimensioni. Lei come giudica queste parole?

Io dico che è venuto meno alle attese in entrambi gli aspetti, quello del reality e quello del talent. Il 10% di share, con qualche picco in su e in giù, di questa edizione, che è una produzione di grande qualità e quindi costosa, è un risultato negativo. E questo risultato negativo non si può spiegare solo con una contro programmazione forte. E fallita la parte reality, e cioè linterazione fra giudici e ragazzi, visto che a X Factor manca la casa. Anche il cast ha creato dei problemi. Da critico musicale, pur apprezzando una buona qualità media, non ho percepito un nuovo Marco Mengoni o una Noemi.
 
Crede che qualcuno dei concorrenti eliminati avrebbe meritato di andare in finale?

Direi di no. Stefano ad esempio era il reality buono quello che a me piace, ma non credo meritasse la finale più di altri. Non ho mai avuto la sensazione di trovarmi di fronte un concorrente di qualità superiore o di impatto popolare superiore. Nevruz poi a me non piace e sono in difficoltà quando sento una persona che stimo molto come Elio definirlo un grande artista. Natalie non mi dispiace, anche se ha avuto una lunga crisi di identità, ed è riuscita a ritrovarsi solo nelle ultime puntate. Quello che funziona meglio è Davide, che però è più un concorrente da Amici che da X Factor. Ad Amici invece cera una concorrente come Annalisa che poteva fare grande figura a X Factor ma fu eliminata durante i provini lo stesso anno che venne eliminato Valerio Scanu.

Dunque il suo parere su X Factor 4 è
 

Io ho sempre detto sin dalla prima edizione di X Factor che non sono mai stato convinto della bontà di un format importato dal mondo televisivo anglosassone in Italia. Frequentando da anni un format fatto e rifatto in casa come Amici, un programma molto italiano, ho sempre trovato in X Factor una gabbia che non ci corrisponde: il suo show a orologeria, i giudici che devono fare i fenomeni all’American Idol, il fatto che se devi cambiare qualcosa devi sentire il proprietario del format. Ricordo che dissi a Giorgio Gori produttore del programma ‘guarda che secondo me questa cosa qui non diventerà mai il successo che è all’estero’ e purtroppo fin’ora ho avuto ragione. Il programma poi è anche piaciuto a un target alto, ha avuto protagonisti di spessore da Noemi a Mengoni, ma non ha mai avuto un impatto veramente popolare. Piuttosto di culto. Se fai un programma che deve licenziare i protagonisti della musica pop, devi avere numeri da hit parade pop, una contraddizione insanabile. C’è un vizio di format, formale, di contenuti e di scelta, in X Factor.
 
I giudici di quest’anno rispetto a quelli passati? In una puntata si sono confrontati i vecchi e i nuovi, cosa che Ruggeri ha giudicato “poco rispettosa del loro lavoro di tre mesi, con cui i giudici vecchi non c’entravano niente”

Capisco la stizza di Enrico Ruggeri. Quando un programma va male se cominci a aggiungere ospiti che non centrano nulla, dimostri il panico che stai vivendo. Portare un comico che si mette a fare imitazioni in un programma di questo genere è pura follia, lo dico in modo affettuoso naturalmente, gli autori sono bravissimi. Ma hanno dimostrato di non sapere più dove andare, probabilmente per via della pressione da ascolto: devi portare a casa il risultato, alla fine le provi tutte (ragionandoci sopra). Portare i vecchi giudici, ha ragione Enrico, non ha avuto molto senso, non c’entravano nulla, era più carino portarne uno a puntata a fare l’ospite. La Simona Ventura del 2010 non ha più nulla a che fare con X Factor. Claudia Mori è passata senza lasciare un segno particolarmente profondo, Morgan invece era la parte più stimolante. Più discutibile anche, se vogliamo, ma anche musicalmente il più motivato. Morgan era diventato il senso stesso del programma. I giudici di quest’anno? Stimo moltissimo Elio ma è stato il senso del programma? E’ diventato piuttosto il senso positivo delle contraddizioni stesse del programma. Da attento giudice del canto e della personalità dei concorrenti si è lasciato guidare da un buonismo fatto di generosità e di sentimento che però ha confuso ancor di più le idee. Anna Tatangelo: è stata chiamata per attirare un pubblico giovane e pop, ma poi è stata messa in difficoltà e in discussione. Secondo me un piccolo suicidio annunciato di nessun senso perché se metti la Tatangelo nel programma devi anche metterla in condizione di essere se stessa. Con lei non fai discussioni su Bach o sui Beatles. Quando invece è andata alla serata dal vivo ai Magazzini Generali, è stata bravissima.

Enrico Ruggeri: lui ha un problema caratteriale. E’ una persona colta, ha scritto canzoni straordinarie, ha una conoscenza della musica classica da ambiente familiare e di quella rock per passione, però ha una psicologia un po’ complicata. Tende all’ambivalenza. Difficilmente entra dritto nelle cose, ha portato nel programma, dal punto di vista dialettico, la sua personalità per così dire doppia, che è ricchezza e saggezza ma una complicazione a livello comunicativo. Enrico ha funzionato a metà sia nelle scelte musicali che come giudice.
 
E’ stata una edizione dove si è puntato di più sui talenti musicali o sui “casi umani”?

E’ un approccio interessante, questo. In una edizione come questa dove, come un cercatore d’oro, non hai trovato pepite ma solo pagliuzze, ti metti per forza a pigiare sul pedale dei casi umani. E’ stato il caso di Nevruz e di Stefano, anche dei Kymera. Una scelta comunque fatta con molta eleganza.

Chi vincerà stasera?

Non ne ho la minima idea. Fino ad oggi quello che ha avuto il voto più forte è Davide, che  sarebbe anche un vincitore coerente con questa edizione. Nevruz non mi convince. Nathalie invece non mi dispiace anche se non ha una personalità fortissima. Diciamo che forse il pubblico di Davide sarà quello dai “polpastrelli” più caldi e veloci nel televoto, quindi riuscirà a farlo vincere, come peraltro si è visto all’ultimo Sanremo… Anche se l’ala del pubblico radical chic preferirebbe la vittoria di Nevruz. Sarebbe un risultato sconvolgente da tutti i punti di vista.
 

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